Coppie omosessuali

Le coppie omosessuali sono quelle composte da due persone dello stesso sesso che hanno una relazione affettiva e/o sessuale.

Oggi il matrimonio gay, l’unione tra persone dello stesso sesso è generalmente considerato la prova di un grande progresso sociale e di una trasformazione positiva dei costumi. E’ sempre più diffusa la convinzione che la legalizzazione del matrimonio gay possa infliggere un duro colpo contro l’omofobia, prevenendo ad esempio i tanti suicidi fra gli adolescenti gay.

Per molti omosessuali, la legalizzazione del matrimonio è, soprattutto, una questione di principio: “Paghiamo le tasse come tutti gli altri, partecipiamo alle dinamiche della società, contribuiamo a far funzionare la macchina economica e facciamo figli cui trasmettiamo degli ideali di giustizia. Perché non dobbiamo avere gli stessi diritti degli altri ? “

Oggi ci si sposa per amore e si divorzia quando non ci si ama più. Se, dunque, il matrimonio si basa sull’amore e si accetta il fatto che gli omosessuali possano amarsi tanto quanto gli eterosessuali, come si fa a negare loro il matrimonio? In un libro sul matrimonio gay, David Paternotte[1] scrive che oggigiorno rifiutare il matrimonio gay, a livello di principio, è un po’ come rifiutare che i neri possano salire sui bus, oppure scrivere ‘White only’ all’ingresso di una chiesa.

I contrari al matrimonio omosessuale rispondono con un’accusa: il desiderio di matrimonio degli omosessuali maschera in realtà il loro desiderio di integrazione nella società. Ma che cosa c’è di strano e di sconveniente in questa aspirazione?
Diversi studi mostrano[2] che ci sono davvero poche differenze nel rapporto di coppia fra soggetti dello stesso sesso e soggetti di sesso opposto.

Molte sono invece le somiglianze: ad esempio, i partners, omo ed eterosessuali, riescono a risolvere molto meglio i conflitti tra di loro se la relazione dura da tempo, rispetto a coppie appena costituite. Inoltre, nel confronto fra coppie sposate, gay e lesbiche che vivono una solida relazione di coppia, sembra che i partners omosessuali siano soddisfatti della loro relazione tanto quanto le coppie eterosessuali e che le coppie lesbiche collaborino insieme in modo più armonioso rispetto ad altri tipi di coppie.

Nel 1972, Guy Hocquenghem, figura di punta del FHAR (Fronte omosessuale di azione rivoluzionaria) dichiarò che l’omosessualità era di per sé trasgressiva “come il desiderio”, e nessuna società avrebbe potuto riconoscere la libertà di espressione di un desiderio incontrollabile e anarchico… Essere omosessuali dunque, per Hocquenghem, significava essere persone guidate dal desiderio: elettroni in libertà, animati dalle proprie attrazioni, svincolati dalle catene del matrimonio…

A partire dagli anni ’70, l’attivismo di gay e lesbiche ha cambiato strada e si è posto l’obiettivo di rivoluzionare i fondamenti della società. Verso la metà degli anni ’90, in rotta con i leader storici del movimento, le organizzazioni omosessuali hanno cominciato a chiedere diritti costituzionali e civili in nome della parità di fronte alla legge.

Nei Paesi dove è stato riconosciuto il matrimonio gay, questo tipo di matrimoni rimane in ogni caso piuttosto marginale rispetto alla complessità: questo dimostra che, al di là del matrimonio o dell’unione civile, ciò che le organizzazioni gay rivendicano è una maggiore accettazione e tolleranza verso la scelta omosessuale.

 fonte clinica della coppia 

25/02/20160