Attrazione sessuale questione biologica

Torino, 2 marzo 2017 – Lʼattrazione sessuale, così come gli altri comportamenti, è il frutto di una complessa interazione fra geni e ambiente che modella i circuiti nervosi coinvolti nel controllo del comportamento riproduttivo.

Unʼinterazione ormai nota, tuttavia

sono ancora molti i punti da chiarire rispetto a come avviene. Lo studio pubblicato su Scientific

Reports (rivista del gruppo Nature) dal gruppo del prof. Paolo Peretto, ricercatore del NICO – Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi di Orbassano e del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dellʼUniversità di Torino, fa luce proprio sui meccanismi che stanno alla base della regolazione del comportamento dʼattrazione sessuale verso un altro individuo, e chiarisce come questo sia effettivamente un fenomeno biologico, indipendentemente dal sesso verso cui si è attratti.

Il lavoro dimostra che, nei topi maschi, lʼattrazione verso il proprio sesso o quello opposto dipende da una modulazione testosterone-dipendente del

processo di neurogenesi adulta – cioè lʼintegrazione di nuovi neuroni – nei circuiti che regolano il comportamento sessuale.

Lʼaggiunta di nuovi neuroni nella vita adulta rappresenta una forma di ‘plasticità neuraleʼ, cioè un meccanismo attraverso cui il cervello modifica la funzione dei suoi circuiti sulla base degli stimoli che provengono dallʼambiente. Tra questi stimoli, i feromoni – molecole rilasciate nellʼambiente per la comunicazione sociale/sessuale – nei topi regolano in modo sesso-dipendente lʼintegrazione di nuovi neuroni nei circuiti olfattivi che elaborano e filtrano stimoli sociali innescando i comportamenti riproduttivi.

Il gruppo di ricerca del prof. Peretto aveva già dimostrato che i feromoni rilasciati dai maschi stimolano lʼintegrazione di nuovi neuroni esclusivamente nella regione olfattiva delle femmine, promuovendo alcuni comportamenti sessuali tipicamente femminili. In questo studio, lʼanalisi in un modello di topolini maschi caratterizzati da un basso numero di neuroni ipotalamici (neuroni GnRH) – che determina una ipofunzione delle gonadi – ha messo in luce che il contatto con feromoni maschili, in presenza di bassi livelli di testosterone, produce nella regione olfattiva dei maschi gli stessi effetti di stimolo della neurogenesi normalmente osservati nelle femmine, e unʼattivazione a valle nei circuiti nervosi che controllano il comportamento sessuale, secondo uno schema tipicamente femminile. Come conseguenza, questi maschi sono attratti maggiormente da individui dello stesso sesso.

“Ovviamente i topi, seppur mammiferi, non sono uomini – sottolinea il prof. Paolo Peretto del NICO – Università di Torino – ma volendo estrapolare un principio

generale, questo studio dimostra che lʼattrazione sessuale verso individui dello stesso sesso o di quello opposto dipende dai processi che regolano lʼorganizzazione e la funzione dei nostri circuiti nervosi, insomma da un fatto assolutamente biologico”.  

08/03/20170