Vaccino anti HPV 9-valente

Anche in Italia, con il decreto pubblicato il 21 febbraio sulla Gazzetta Ufficiale, si potrà usufruire del nuovo vaccino contro il papilloma virus (HPV), che è in grado (unico al mondo) di proteggere contro nove tipi del virus (è infatti 9-valente), sette dei quali sono ad alto rischio oncogeno e causano nel mondo circa il 90% dei tumori del collo dell’utero, il 90% dei casi di cancro anale e circa l’80% delle lesioni cervicali di alto grado.

Oltre ad essere diretto contro il virus, il 9-valente “è a tutti gli effetti un vaccino anche contro il cancro” afferma Carmine Pinto, presidente Nazionale Associazione Italiana di Oncologia Medica. Infatti “le infezioni correlate al virus HPV possono determinare l’insorgenza di lesioni precancerose che, se non curate adeguatamente, si evolvono in un vero e proprio carcinoma”.

Rispetto al vaccino quadrivalente, usato in precedenza, innalza dal 70 al 90% la possibilità di prevenire i tumori della cervice uterina e altri tipi di patologie correlate ad HPV, come il cancro anale, della vulva e della vagina, per i quali non esiste un test per la diagnosi precoce.

Sono numeri che arrivano, oltre che da studi effettuati in oltre trenta Paesi, soprattutto da evidenze “real life”, cioè da dati raccolti in dieci anni nel mondo reale, al di fuori dei laboratori clinici.

Il vaccino si può somministrare ad adolescenti maschi e femmine a partire dai nove anni di età: significa che per i nostri figli e le seguenti generazioni si prospetta un futuro libero dal rischio tumori connessi con le malattie a trasmissione sessuale.

Le conseguenze del virus HPV

Le lesioni precancerose causate dal papillomavirus predispongono al cancro della cervice, il quarto tumore più frequente nelle donne nel mondo e il secondo più comune nella fascia d’età 15-44 anni.

“In Italia si stima che, nel corso della propria vita, 1 donna su 162 andrà incontro ad un tumore della cervice ed una su 129 morirà per questa causa” dice Giovanni Scambia, presidente Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia.

L’HPV, inoltre, è agente scatenante “anche di tumori del basso tratto genitale, vulva, vagina, ano, pene, e tumori del distretto testa-collo, e i genotipi del virus che sono a basso rischio oncogeno causano 120.000 nuovi casi ogni anno di lesioni genitali benigne (i condilomi) in entrambi sessi”.

E quelle dei tumori causati dal papillomavirus

Per sconfiggere il tumore della cervice “bisogna ricorrere alla chirurgia, spesso in modo radicale rimuovendo l’intero utero, con conseguente impossibilità di avere figli” spiega Andrea Lenzi, presidente Società Italiana di Endocrinologia.

“In caso di asportazione delle ovaie nei tumori in fase avanzata si provoca la menopausa chirurgica precoce, ma le complicanze a lungo termine della chirurgia radicale possono condurre a disfunzioni urinarie e sessuali, spesso peggiorate dai trattamenti radioterapici frequentemente associati nel trattamento del tumore della cervice”.

Purtroppo, “la recidiva di malattia ha poi un forte impatto sulla qualità di vita di queste pazienti, causando dolore pelvico e insufficienza renale che può portare addirittura alla dialisi”.

Papillomavirus: fertilità a rischio anche nei maschi

Spesso si crede, a torto, che il papillomavirus sia un problema che riguarda solo il mondo femminile, invece l’HPV colpisce in uguale percentuale gli uomini e le donne.

Circa il 70% dei soggetti di sesso maschile contrae un’infezione da uno o più ceppi di HPV durante l’arco della vita.

“Gli studi più recenti hanno evidenziato come il Papillomavirus sia potenzialmente in grado di diminuire la fertilità, riducendo la motilità degli spermatozoi, e di interferire anche con lo sviluppo dell’embrione, aumentando il rischio di aborti. È stato inoltre osservato come l’infezione maschile da HPV sia un fattore di rischio per l’insuccesso della fecondazione assistita” chiarisce il professor Lenzi.

Come si contrae l’HPV

L’infezione da HPV è una delle malattie sessualmente trasmesse più diffuse al mondo: secondo le stime quattro donne su cinque sessualmente attive acquisisce l’infezione almeno una volta nella propria vita.

“La maggior parte delle infezioni da HPV è transitoria e asintomatica e Il virus viene generalmente eliminato dal sistema immunitario spontaneamente entro 1-2 anni dal contagio”, spiega Scambia.

“Tuttavia, bisogna ricordare che, poiché il virus non sopravvive al di fuori delle cellule e quindi all’aria aperta, la possibilità di trasmissione non sessuale è estremamente rara: il contagio avviene durante rapporti intimi, anche con il contatto tra pelle e pelle; non è necessaria la penetrazione e il preservativo può non proteggere del tutto”.

Le novità e gli obiettivi del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 anti-HPV

“Il nuovo Piano vaccinale 2017-2019 rappresenta un passo in avanti storico in quanto le nuove vaccinazioni, come quella contro l’HPV, sono comprese nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza e questo garantisce applicazione del Piano non a macchia di leopardo, ma in modo equo e capillare in tutto il Paese” afferma Giancarlo Icardi, referente Gruppo Vaccini Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica.

“Oltre ad aumentare la copertura antitumorale dal 70% al 90% dei ceppi oncogeni, consentirà di sconfiggere i condilomi genitali che, oltre ad essere molto fastidiosi, assorbono risorse investibili altrove”.

Quando e come

Il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale riporta che “Il dodicesimo anno di vita è l’età preferibile per l’offerta attiva della vaccinazione anti-HPV a tutta la popolazione (femmine e maschi). Sulla base delle nuove e importanti evidenze scientifiche, infatti, la sanità pubblica oggi si pone come obiettivo l’immunizzazione di adolescenti di entrambi i sessi, per la massima protezione da tutte le patologie HPV correlate direttamente prevenibili con la vaccinazione”.

Le chiamate per il vaccino inizieranno dopo l’estate per le femmine, mentre per i maschi cominceranno nel 2018, a seconda dei calendari regionali.

Effetti avversi

“Solo nel 10% dei casi sono stati osservati contenuti effetti collaterali a livello locale, come gonfiore, dolore, eritema in sede di inoculo” assicura il professor Icardi “ma niente di cui preoccuparsi, anzi: queste manifestazioni indicano che il vaccino sta funzionando”.

“Purtroppo prevalgono ancora i fantasmi, le paure contro le vaccinazioni, le informazioni errate, mentre vengono taciuti i tanti risultati positivi, i vantaggi e i benefici che nel caso della vaccinazione contro il papillomavirus abbiamo già cominciato a registrare con il precedente vaccino, il quadrivalente: protezione contro i sierotipi 6, 11, 16 e 18, e prevenzione del 70% dei cancri HPV correlati.” afferma Silvestro Scotti, segretario Generale Nazionale Federazione Italiana Medici di Medicina Generale.

“Con il nuovo vaccino 9-valente, che contiene altri cinque sierotipi, si arriverà a raggiungere un’efficacia del 90%”. fonte panorama

06/03/20170