Singletudine fonte di benessere

Oggi in Italia cresce sempre di più il numero di uomini e donne che decidono di vivere senza un partner al proprio fianco. La “singletudine”, come la chiama qualcuno, è un’occasione per crescere e rafforzare la propria autostima, ma può diventare anche una prigione con il passare del tempo. Talvolta si diventa single dopo una storia finita male, perché “gli uomini sono tutti uguali” o perché “con le donne è meglio non fare sul serio”. Essere single è una condizione che può risultare limitante quando diventa uno stereotipo rischiando di identificarsi nella “zitella” o nello “scapolone”, ma alcuni studi sono a sostegno di coloro che decidono di percorrere questa strada e di come stare da soli sia una decisione che non porta necessariamente a stare male. Più nello specifico, lo studio presentato dalla dottoressa Bella DePaulo, psicologa dell’Università della California di Santa Barbara, in occasione del 124° Convegno annuale dell’American Psychological Association (Denver, 4-7 agosto 2016), sottolinea come i single siano predisposti per essere più aperti a nuove esperienze.

La DePaulo ha riscontrato che nelle vite dei single c’è una maggior attenzione nell’intrattenimento di rapporti sociali; i single sperimentano meno le emozioni negative ed hanno una maggior crescita psicologica rispetto alle persone che vivono con un partner. Basta con l’idea comune che i single siano soli e depressi! La psicologa ha raggiunto queste conclusioni analizzando ben 814 studi precedenti dove le persone single venivano “utilizzate” in qualità di soggetto discriminante per conoscere meglio persone sposate o impegnate. L’esito di questa analisi dettagliata definisce i single capaci di mantenere relazioni sociali più intense, di

trovare facilmente il tempo per intrattenere rapporti con la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro, poiché chi ha un partner fisso tende a isolarsi e ad eliminare le chance di relazioni esterne alla coppia.

I single hanno una crescita psicologica più marcata perché hanno un senso di auto- determinazione più forte e danno molto valore al proprio lavoro. Altro punto importante della ricerca, è quello che sottolinea la minore possibilità dei single di provare emozioni negative rispetto alle persone sposate.

Quindi… La singletudine è fonte di benessere?

I dati elaborati da questa ricerca non valgono per tutti, ovviamente. La dottoressa nelle sue conclusioni ammette che lo studio ha evidenziato come alcune persone possano essere felici di stare da sole, mentre altre ricerchino continuamente il partner giusto per condividere i momenti felici della propria esistenza. Ad ognuno la libera scelta per impostare la vita come meglio crede. Non ci sono standard, nè clichés, basta capire cosa fa stare meglio e vivere la vita in maniera felice e spensierata. 

fonte noi2magazine

22/09/20160