Sesso orale e cancro alla bocca? Ecco quando si rischia
Dopo Michel Duglas, l’invidiato co-protagonista di Basic Instinct insieme a Sharon Stone ed a Bruce Dickinson , mitico leader della rock band Iron Maiden, il cancro da sesso orale sembra scegliere le sue vittime soprattutto fra gli uomini Vip dello star system internazionale.
Ma è davvero così rischiosa la pratica del
“connilingus” , o stimolazione con la bocca delle aree genitali femminili?
Il caso è stato portato alla ribalta più volte. Michel Duglas lo confessò candidamente anche se poi una serie di precisazioni rettifiche, distinguo cercarono di sviare dalla sua persona ogni riferimento.
Disse l’attore americano che il cancro alla gola che lo aveva colpito nel 2010 fu provocato dal virus HPV( Human Papilloma virus), un virus disgraziato che rientra tra le malattie a trasmissione sessuale, provocato proprio dalla pratica del sesso orale di un uomo nei confronti , generalmente di una donna.
Di recente è stato poi l’idolo dei metallari rock di tutto il mondo, il cantante degli Iron Maiden Bruce Dickinson, ad ammettere che la causa del tuo tumore alla bocca era anche in quel caso il sesso orale da lui praticato senza risparmio durante la sua ricca e sconsiderata vita da rock star.
Un outing , quello di Dickinson, per così dire pedagogico. Con un video postato su Youtube, il cantante ha espressamente voluto lanciare un messaggio a tutti i “connilinguisti” del mondo, affinchè facciano tesoro della sua esperienza: si guarisce, però… che paura.
Il sesso orale ed il rischio cancro
La medicina sembra avere pochi dubbi. L’HPV è un virus che non si può definire killer ma comunque
abbastanza temibile.
L’organizzazione mondiale della sanità ha sentenziato che è l’unico in grado di generare un tumore a causa di un’infezione.
Ce ne sono 120 tipi dei quali un terzo interessato le zone genitali sia maschili che femminili (utero, pene, ano, vagina).
Tra questi 120 ce ne sono due, catalogati come HP16 e HP 18 che sono strettamente correlati al carcinoma alla cervice uterina (nel 95% dei casi il primo e nel 10% dei casi il secondo).
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Si trasmette con rapporti sessuali non protetti ma usare il preservativo non garantisce di esserne al riparo come avviene per l‘AIDS, in quanto il virus può trasmettere il suo maleficio anche per contatto della pelle nelle zone non protette. Ecco il rischio per il connilingus ed il sesso orale in generale.
Il parere dell’oncologo
Paolo Bossi, oncologo della struttura di Oncologia Medica Tumori Testa – Collo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, spiega così il legame che esiste tra HPV, sesso orale e tumori della bocca e della gola.
“I tumori della laringe non hanno correlazione col virus, quelli dell’orofaringe sì. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento nei fattori causali di questo tipo di tumori. Prima erano causati solo da fumo e alcol, ora aumentano quelli causati dall’Hpv, lo stesso virus che causa il tumore della cervice uterina nelle donne. Nel caso di Douglas si può trattare di concause: fumo e alcol e Hpv.”
Il chè significa, tradotto in parole povere, che se il cancro colpisce una persona che non beve e non fuma, la causa è il sesso orale.
Addio al sesso orale?
Secondo gli oncologi non bisogna allarmarsi né drammatizzare. L’incidenza del tumore all’orofaringe per causa di HPV è di 3 casi ogni 100.000 infezioni, il chè significa che si tratta di una infezione molto diffusa anche se poco raccontata. Ciò che preoccupa i medici è la progressione che pare molto accelerata.
Bossi comunque su questo punto è abbastanza chiaro: è il numero dei partner che aumenta considerevolmente il rischio, nel senso che una vita sessuale promiscua o molto variata in termini di numero e diversità di rapporti sessuali con partner diversi accentua molto il rischio ed a sua volta lo estende, potendo l’uomo che ha contratto il virus essere un portatore sano che lo attacca ad una successiva partner femminile innescando la classica reazione di contagio a catena.
Come si cura e si previene il cancro da esso orale
La prevenzione principale che i medici raccomandano non è rinchiudersi in vita monastica e rinunciare all’aspetto giocoso ed intrigante del sesso bensì adottare uno stile di vita che pur non rinunciando a tali piaceri riduca i rischi.
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E accertato che relazioni sessuali stabili e monogamiche sono correlate ad una minor diffusione di queste patologie.
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Inoltre anche se non assicura protezione totale, quando il soggetto della stimolazione sessuale è il pene maschile, l’uso del profilattico è comunque un modo per ridurre l’area del rischio.
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Poi ci sono i vaccini. Sono adatti sua all’uomo che alla donna e sono efficaci a prevenire spesso anche il 100% del rischio . Tuttavia sono più efficaci in giovane età e comunque sono studiati per prevenire il rischio di solo 2 ceppi di HPV su 120. Nella stragrande maggioranza dei ceppi il vaccino in pratica non funziona.
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Infine c’è lo screening , ovvero gli esami periodici che individuano la presenza del virus precocemente aiutando a combatterlo con più facilità. Il servizio Sanitario nazionale per esempio assicura a tutte le donne tra i 25 ed i 64 anni un test gratuito contro l’HPV, ufficialmente per prevenire il tumore alla cervice uterina ma indirettamente e di fatto anche contro il rischio del cancro da sesso orale.Leggi anche : Come prevenire il 70% dei tumori gratis
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I contraccolpi del virus nella vita di coppia
La sessuologa Alessandra Graziottin ha indagato cosa accade nella relazione di coppia in presenza della malattia ed ha scoperto che può essere anche causa di traumi nella vita di relazione e nei rapporti sessuali. Nel 10-15% dei casi la reazione della coppia è perfino drastica: black oout dei rapporti sessuali quando non sussiste nessuna ragione clinica perché ciò avvenga, dopo naturalmente che sia stata debellata la malattia.
Il fatto è – secondo la Graziottin – che si insinua nella coppia qualcosa di più temibile del virus che è il sospetto, la sfiducia, la paranoia di sapere che il partner ha contratto una malattia che presuppone sesso orale. Se non con me con chi?
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fonte staibene