Le coppie aperte

COPPIA APERTA

Non esiste molta ricerca scientifica sulle relazioni “aperte”, cioè non monogamiche, anche se ricerche informali, non sempre condotte con criteri scientifici, fanno pensare che esse siano più comuni di quanto ci si potrebbe aspettare (Cook, 2004). Ad esempio, un’indagine sul comportamento sessuale umano (Janus Report) condotta nel 1993 (2765 questionari e interviste di

follow-up) ha scoperto che il 21% degli americani adulti aveva avuto una relazione aperta (Taormino, 2008).

Un altro studio ha esaminato il comportamento di 217 persone bisessuali scoprendo che il 33 per cento di loro aveva una relazione di coppia aperta e che il 54 per cento considerava il poliamore un modello ideale di relazione (Taormino, 2008).

Un sondaggio on-line su oltre 14.000 persone condotto dal sito Oprah.com ha rivelato che il 14% degli uomini e il 7% delle donne intervistate aveva, nel 2006, un rapporto di coppia aperta (The Oprah Winfrey Show, 2006).

La coppia aperta può significare molte cose: la scelta di essere occasionalmente infedeli (con l’approvazione del/della partner), lo scambismo, il poliamore, le combinazioni di partner monogami con partner poligami, ecc. (Easton & Liszt, 1997; Shernoff, 2006; Taormino, 2008). In ogni caso, si tratta sempre di scelte consensuali e questo è ciò che rende i partner impegnati in questi rapporti molto diversi da quelli che tradiscono di nascosto (anche se in queste coppie, come in tutte le altre, può naturalmente accadere che uno dei due partner tenga nascosta all’altro qualcosa e che per questo nasca un conflitto) (vedi LaSala, 2004).

Nelle coppie aperte esiste in genere un partner principale di riferimento, un partner “primario”, con il/la quale si è stabilito un rapporto intimo e affettivo privilegiato; le relazioni sessuali invece vengono intrattenute con diverse persone.

Lo scambio di coppia rappresenta quasi uno stile di vita della coppia, che si relaziona con altre coppie anche attraverso la pratica di atti sessuali e dove c’è una netta distinzione fra la relazione affettiva (che si ha con un unico  partner) dalla relazione sessuale (che si ha con molti partner).

Nel poliamore vi sono molti partner romantici, con i quali si condivide una relazione affettiva, oltre che sessuale. La polifedeltà è quella che riguarda gruppi di 3 o più persone che hanno rapporti solo fra di loro.

In ogni caso, sarebbe sbagliato incasellare una coppia in una rigida classificazione, in quanto la coppia poliamorosa potrebbe diventare d’un tratto scambista o viceversa.

I componenti di una coppia aperta possono provare nei confronti del/della partner dei sentimenti che nella coppia tradizionale non sono presenti. Ad esempio, la gioia di sapere che il/la partner ha instaurato una relazione sessuale che lo/la soddisfa: questa emozione è stata chiamata “compersion” dalla comunità Kerista di San Francisco. (Cook 2004, Taormino, 2008).

Un altro elemento che riguarda spesso le coppie aperte è quello di considerare l’amore nei termini di una starvation economy (Easton e Liszt 1997), nella convinzione che l’amore è un bene limitato, per cui esso va condiviso fra molti, dal momento che non è possibile dare il massimo di sé alle tante persone con cui si ha una relazione.

Un altra convinzione spesso presente nelle coppie aperte è quella della somiglianza assoluta di bisogni e desideri fra i due membri della coppia (Taormino, 2008), per cui i partner potrebbero trovarsi a discutere o a litigare non tanto perché si è avuta una relazione extra-coniugale, ma sulle modalità di comunicazione inerenti alla storia (i particolari devono essere raccontati? Possono essere domandati? Le sensibilità in proposito possono essere diverse).

Anche in una coppia aperta non monogamica il conflitto potrebbe dunque nascere sui temi della sincerità o della gelosia, anche in presenza di relazioni promiscue e consensuali.

Naturalmente il sentimento di gelosia provato in una coppia aperta è assai minore di quello provato in una coppia tradizionale (Easton e Liszt, 1997), ma ciò nonostante è comunque presente, anche se la gelosia viene considerata un’emozione con la quale è necessario imparare a fare i conti.

Le coppie aperte costituiscono una minoranza e sicuramente non possono facilmente esplicitare o condividere lo stile di vita che hanno scelto, dal momento che l’organizzazione sociale si basa sulla coppia stabile e, ad esempio, un ménage à trois non può essere facilmente comunicato o riconosciuto. Più le situazioni sono particolari, più le persone coinvolte in queste storie scelgono l’isolamento sociale (Keener, 2004) e fanno di tutto per diventare invisibili, al fine di non perdere le amicizie, non alimentare pettegolezzi e pregiudizi, non sentirsi incomprese o inaccettate.

Il pregiudizio contro questo tipo di rapporti può essere presente anche in terapia, anche perché il professionista, specialmente se non formato in sessuologia, potrebbe non aver mai avuto contatti con pazienti di questo tipo e sentire di non avere gli strumenti per intervenire in situazioni spesso molto ingarbugliate e complesse, che si distaccano nettamente dai tradizionali schemi di riferimento. FONTE SESSO E AMORE

30/11/20140