Come fare se lui è egoista a letto

Come fare se lui è egoista a letto

Essere insoddisfatte dai preliminari, pretendere sessualmente di più dallʼaltro ma senza dirglielo. Oppure stare al suo gioco e rinunciare al piacere. Ci sono situazioni in ci priviamo del nostro orgasmo, di fronte a un partner che non gli dà la giusta importanza. Imparare a parlarne e a condividere il desiderio, senza dare per scontato che lʼaltro sappia intuirlo da sé, sono due passaggi fondamentali. Ci spiega come muoverci nei meandri dellʼintimità il sessuologo Marco Rossi

di Lucrezia Holly Paci • (11 novembre 2016)

 

A volte anche le canzoni diventano uno spunto di riflessione. “Vengo anchʼio!” “No, tu no” cantava Enzo Jannacci in uno dei suoi pezzi. E mai parole potrebbero essere più azzeccate, se si parla di sesso. È vero: possiamo incappare in un partner sessualmente egoista. Ma ci sono anche casi in cui siamo noi stesse a chiuderci nelle paure e a riversarle come colpe addosso allʼaltro. Revisionando un vecchio proverbio, si potrebbe dire: meglio non fare di tutte le lenzuola un “orgasmo mancato”. Che si tratti di rapporto occasionale o tra partner stabili, concedersi e condividere i piacere dellʼintimità non sono “pratiche automatiche”. Né meccaniche. Fare sesso (e per i più fortunati, lʼamore) richiede presenza, consapevolezza del proprio corpo, disinibizione e una buona capacità di comunicazione. Occorre mettersi in gioco da entrambe le parti, seguire ciò che piace a sé. E, allo stesso tempo, desiderare ciò che piace allʼaltro. Senza forzature, né imbarazzo. Né tantomeno richieste esplicite, poste nel modo sbagliato. La naturalezza della gestualità, la confidenza con il partner, la scelta delle parole rivestono la loro importanza. Hanno il loro perché, un loro senso. Come ribadisce lo psichiatra e sessuologo Marco Rossi, fondatore del Centro di Medicina Sessuale di Milano e presidente della SISES. Più siamo “oneste” con i nostri bisogni, più riusciamo a scorgere quelli dellʼaltro. E a godere insieme. Perché lʼorgasmo non è solo un gioco tra pari ma, in primis, tra specchi.

Fare sesso in modo “egoistico” significa pensare esclusivamente al proprio piacere fino a ignorare quello dellʼaltro. Cosa direbbe per “sfatare” questo luogo comune?
Innanzitutto, fare sesso egoisticamente non significa essere indifferenti ai bisogni del partner. Quando facciamo lʼamore, il nostro concetto di piacere personale dovrebbe espandersi per andare ad abbracciare quello del partner. È questo il senso più profondo del sesso: se vogliamo vivere una sessualità appagante, è essenziale volerci “celebrare nellʼaltro”. Chiaramente non si tratta di un desiderio puramente altruistico.

Ecco, sfatiamone un altro. “Ti amo, ti desidero e quindi faccio tutto quello che puoi volere da me, ignorando il mio piacere”. Si tratta di

  

vero altruismo… o cʼè dellʼaltro?

Non parlerei di altruismo puro in senso stretto. Piuttosto di altruismo “corrotto”. Lʼaltruismo inteso come “faccio qualcosa esclusivamente per te”, in realtà, presuppone una prestazione. E, nel momento in cui cʼè prestazione, cʼè anche ansia da prestazione. Lʼaltro cʼentra poco: ci sono più le nostre paure nel mezzo.

Potrebbe farmi un esempio… pratico?

Immaginiamo un uomo che accarezza una donna. Se lo fa con un altruismo “corrotto”, lo fa solo per lei. Ma quale donna sarebbe appagata se sapesse che il suo uomo la sta accarezzando esclusivamente per il suo piacere, e non per il proprio?

E quale genere di “altruismo” proporrebbe?

Nessuno. Lʼaltruismo puro nel sesso non esiste. Così come lʼegoismo non è sempre e solo patologico. Il sano egoismo ci porta a condividere la sfera sessuale “servendoci dellʼaltro” ma con desiderio e nellʼesplorazione di noi stessi. “Ti accarezzo e ti do piacere ma lo faccio nel modo in cui piace a me”: questo è sano egoismo, per esempio. Mentre se ti abbraccio sto realizzando anche un mio desiderio, non solamente assecondando il tuo. Allora non cʼè prevaricazione e diventa un modo di crescere intimamente insieme allʼaltro, con lʼappagamento di entrambi.

Quindi possiamo dire che un “diktat del sesso” sia raggiungere il piacere sessuale attraverso noi stesse… e insieme allʼaltro?
Esatto. Lʼaltro diventa uno strumento per entrare in contatto col proprio piacere, ma anche “parte di noi”. Al contrario, quando amiamo egoisticamente in modo “patologico” ci concentriamo esclusivamente sui nostri bisogni e lʼaltro diventa un oggetto “non personificato”. Una comodità, o per così dire lʼequivalente di uno schema masturbatorio in coppia.

E con quale frequenza, secondo Lei, gli uomini tendono a essere egoisti?

Partiamo dallʼassunto che gli uomini sono un poʼ egoisti per propria natura. Ma aggiungerei che fa parte del loro piacere riuscire a dare piacere alla partner. Insomma, è un egoismo “sano”. Poi, chiaramente, cʼè quello patologico…

Mi viene da pensare, per esempio, al caso in cui lui raggiunga velocemente l’orgasmo. Ai preliminari mancati, o non fatti con amore…
Esattamente. Lʼuomo che nega i preliminari alla donna sta negando il piacere dellʼaltra e non si può più parlare di sano egoismo. Il momento sessuale smette di essere vissuto come uno spazio di coppia: diventa un momento di “singletudine”.

Cosa può fare la donna contro questa forma di egoismo maschile?

Chiaramente la sua grande abilità sta nel richiamare il partner al piacere. E il modo più giusto per farlo è quello di ingannare lʼuomo, vale a dire di usare le parole corrette per stimolare il suo piacere senza farlo cadere nella prestazione.

Ha qualche “formula” di richiamo da consigliare per facilitare la richiesta?
“Così mi fai impazzire ma se fai così mi piace di più”. Oppure: “Toccami lì che sei fantastico”. Si può ricorrere anche a gesti. In generale bisogna valorizzare lʼuomo, ricalcando ciò che già dà e che può dare di più, senza critiche o lamentele. Quando facciamo notare allʼaltro ciò che ci manca, lo riconduciamo alla dimensione della prestazione: lo allontaniamo, intimamente, da noi.

Quindi sta invitando le donne a farsi avanti e a superare lʼimbarazzo del chiedere?
Si. Gli uomini fanno fatica a capire le cose. Più la partner è chiara e comunica le sue preferenze erotiche, più facilita il “compito” dellʼuomo. In particolare a letto. Una donna senza freni e che sa chiedere a letto viene percepita stimolante dellʼuomo. Viceversa, una donna imbarazzata lo

mette in difficoltà.

Esealuinonpiaceciòchepiaceanoi?Secidiceaprioridino?

Non ci si altera. Si lascia perdere, senza insistere, per poi tornarci in un secondo momento. È comunque difficile che a lui non piaccia qualcosa che non piaccia a te. Alla fine arriverà a piacergli, e non perché glielo hai imposto ma perché lo hai portato a farlo facendo leva sul suo coinvolgimento sessuale e sul desiderio.

Quindi tutti gli uomini “patologicamente egoisti” possono cambiare… o no?
Gli uomini possono diventare “sani egoisti” a meno che non siano profondamente insicuri. Facciamo un esempio classico: lʼeiaculazione precoce. In questo caso lʼuomo è un egoista patologico perché è insicuro e ha dei problemi che cerca di mascherare. Il riassunto del suo rapporto erotico sarà: saltare i preliminari perché ha paura di durare meno, mettere in atto subito la penetrazione e durare poco, per poi fare finta di niente rispetto al piacere di lei. Perché sa che, tanto, non potrebbe fare altrimenti né meglio né di più.

E cosa accade se anche lei è unʼinsicura?

Avremo due persone eroticamente insoddisfatte che, se sono brave, vanno da un sessuologo. O che, in alternativa, rischiano di lasciarsi.

O di farsi lʼamante!

Già. Con cui tutto è più facile perché lì non cʼè vincolo emotivo né ansia da prestazione

Alla fine, anche nel sesso, è tutto un gioco di specchi. Più siamo puliti più riusciamo a vedere i nostri bisogni e a farli vedere allʼaltro… Esatto. La donna che ha paura di esporsi, per esempio, è una donna che non potrà mai pretendere dal compagno il massimo. Quando la donna fa “lʼindifferente” a letto, è percepita come poco eccitata e, di riflesso, eccitante. Chiaramente è questione di tempo e allenamento. Con tempo e dialogo anche lʼegoismo si può smussare  

 fonte Repubblica intervista Lucrezia Holly Paci  

11/11/20160