Lasciarsi in modo “civile”

Vuoi rompere? Cinque consigli per farlo con intelligenza

Sincerità, empatia e chiarezza sono gli strumenti fondamentali per realizzare una comunicazione capace di esprimere i nostri bisogni senza soffocare l’altro

07:00 – Lasciarsi con civiltà è questione di eleganza e rispetto verso l’altro, per questo è importante utilizzare una comunicazione che viene dal cuore più che dall’orgoglio. Quando si interrompe l’orizzonte comune necessario a una coppia per fare progetti e trovare soluzioni ai problemi improvvisamente si sente di non condividere più con l’altro ciò che ci aveva unito: ammettere le reali motivazioni che portano verso l’allontanamento è il primo passo per essere chiari, soprattutto con noi stessi

1. Sii diretta: meglio un pugno nello stomaco, improvviso e rapido, di un dolore prolungato e logorante. Ciò che può rendere esasperante la fine di una relazione è l’atteggiamento di dubbio di chi oscilla fra posizioni diverse senza il coraggio di assumere un punto di vista definitivo: il partner si sente logorato. In questi casi è bene focalizzare con consapevolezza le ragioni che ci stanno portando verso una certa scelta. L’amore, purtroppo o per fortuna, non è negoziabile, dunque meglio far capire che la passione purtroppo non c’è più anziché perdersi in spiegazioni complicate quanto inutili. Analizzare in profondità i motivi della decisione e essere sinceri con se stessi è importante per riconoscere la realtà.

 

2. Evita di rimanere impantanata nel pensiero che è colpa sua: ormai il danno è fatto e una solida analisi obiettiva con tutta probabilità evidenzierebbe, come sempre, responsabilità da entrambe le parti. Soprattutto quando la relazione dura da anni può diventare molto difficile una comunicazione fluida perché entrambi i componenti della coppia tendono a nascondersi dietro una spessa trama di ripicche, offese reciproche, graffi e ferite. Trincerarsi dietro uno schermo di rigidità e orgoglio allontana dalla possibilità di attuare una mediazione e rende difficile trovare punti in comune.

 

3. Rispetta la sensibilità dell’altro con le parole giuste. Scegliere il linguaggio appropriato è fondamentale per creare un dialogo basato su reale vicinanza, empatia, comprensione. Solo a condizione di avvicinarci all’altro senza voler ferire è possibile rendere più semplice, onesta e chiara la situazione in cui vi trovate. Offendere l’altro non è mai una mossa intelligente perché conduce la comunicazione in una giungla di veleno e accuse reciproche. Spesso conduciamo le discussioni attaccando con un “Tu… hai detto.. fatto” che inchioda l’altro al muro. Decisamente meglio puntare l’attenzione verso se stessi, l’unico soggetto di cui, in realtà, possiamo parlare a buon ragione. Scegli di impostare il discorso così: “In questa occasione, mi sono sentito…”; spostare il soggetto su noi stessi e parlare di come ci siamo sentiti invece che distribuire le colpe aiuta l’empatia.

 

4. Segui le buone maniere online: meglio spiegarsi faccia a faccia che utilizzare uno schermo come tramite. Evita di cadere nella trappola dei mille sms e messaggi tramite posta elettronica o finirete per cadere in reciproche offese ridicole. Vedetevi davanti a un caffè e per un po’ eclissatevi da una vita social troppo intensa: da sempre, ben prima che la tecnologia permettesse di seguire a distanza, la lontananza aiuta a riflettere onestamente sui propri bisogni.

 

5 Ammetti i tuoi errori e sii pronta a lasciar andare l’altro. Nonostante la consapevolezza verso le proprie scelte, quando una storia termina può subentrare la difficoltà a chiudere davvero e accettare che da questo momento l’altro non faccia più parte della nostra esistenza. Ogni rapporto che si chiude rappresenta una “fine” che ha bisogno di tempo per poter essere metabolizzata e rielaborata, per questo è importante essere sinceri, usare il tatto necessario in modo da non ferire gratuitamente l’altro e ammettere gli errori commessi, senza dimenticare i bisogni del momento, ovvero la forza che ti sta spingendo a cercare altro. fonte tgcom

27/02/20150