Bologna apre ai Gay

Da lunedì 15 settembre le persone dello stesso sesso residenti a Bologna e che si sono sposate all’estero, in Europa, potranno chiedere la trascrizione degli atti di matrimonio nell’archivio di stato civile del Comune di Bologna. Lo sancisce una nota, come conseguenza della direttiva del 30 giugno firmata dal sindaco Virginio Merola. Il Comune spiega la procedura: modulo, bollo da 16 euro, documento di identità, atto di matrimonio originale, ruolo delle Ambasciate e delle Convenzioni dell’Aja del 1961 e di Vienna del 1976. Per avere copia integrale dell’atto trascritto. Ha già fatto la trafila il senatore Sergio Lo Giudice (Pd), a lungo presidente di Arcigay, che il 27 agosto di tre anni fa sposò a Oslo Michele Giarratano, il quale ha annunciato su facebook il grande passo di domani, nel “lungo cammino delle coppie di persone dello stesso sesso verso l’UGUAGLIANZA”.

Merola, stop prefetto? Battaglia civiltà, avanti
“La nostra è una battaglia di civiltà, per cui non revoco il provvedimento e se riterrà opportuno interverrà il prefetto”. Lo ha detto il sindaco di Bologna, Virginio Merola, in merito alla lettera inviata dal prefetto Ennio Mario Sodano che ha chiesto all’amministrazione comunale di annullare la direttiva del 30 giugno scorso che da oggi ha dato il via alla trascrizione sui registri dello stato civile dei matrimoni omosessuali contratti all’estero. “Il prefetto l’ho informato tempo fa – ha aggiunto Merola – Questo non è un tema del prefetto, ma risponde a indirizzi ministeriali. E’ la conferma che c’è una discordanza tra le norme europee e quelle del nostro paese. Questa circostanza dovrebbe convincere il Parlamento ad approvare una legge per dare certezza del diritto a queste persone”.

15/09/20140