Cosa non fare quando sei arrabbiata

Coppia: cosa non fare quando sei arrabbiata

6 maggio 201607:00

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La rabbia qualche volta ci porta a fare e dire cose che… col senno di poi avremmo preferito evitare! Spesso è questione di un attimo fatale, in cui succede l’irreparabile. Vivere sotto lo stesso tetto non è facile, eppure attraverso una migliore gestione delle emozioni possiamo migliorare la vita di coppia e imparare a risolvere i conflitti con meno stress. Ecco le cose che è meglio smettere di fare quando la rabbia sta per accecare la tua lucidità.

1 IL PASSATO – Rivangare il passato è una delle peggiori abitudini dei litigi… e una delle tentazioni più forti! L’impatto può essere devastante quanto la rottura di una diga: non cedere. Rimani sul qui e ora.

2 EMOZIONI – L’impeto della rabbia può portare a reazioni forti. Se hai voglia di piangere, urlare, spaccare qualcosa… inizia a dare spazio a queste emozioni! L’importante è non farlo contro il partner: trova una scusa per uscire di casa oppure scappa in bagno dove lasciar andare un urlo terapeutico in libertà.

3 TU… TU – Il rischio, quando siamo particolarmente arrabbiati, è attaccare l’altro con una sequela di accuse. Il partner a questo punto avrà una reazione ancor più violenta, spinto dal tentativo di difendere se stesso. La comunicazione nonviolenta insegna che possiamo imparare a discutere in modo più efficace quando impariamo a sostituire il tu hai fatto con il nostro punto di vista: io mi sono sentita.

4 LA VERITÀ – Non rinunciare alle cose in cui credi e di cui hai bisogno per essere felice. Durante una discussione la vera questione non è tacere la verità, bensì imparare a dire ciò che sentiamo con gentilezza, chiarezza e capacità di arrivare all’altro.

5 DOPPI SENSI – No alle frasi ammiccanti o maliziose, né i doppi sensi, che rischiano di far smarrire l’altro invece di aiutarlo a capire meglio la situazione. Abbi il coraggio di essere sincera e chiara: quando mettiamo le carte in tavola capirsi diventa più semplice, perché smette di essere un gioco di potere e inizia a assumere la forma di un confronto.

6 INSISTERE – Hai spiegato il tuo punto di vista? Adesso è il momento di tacere. Spesso non teniamo conto del fatto che durante un litigio anche i momenti di silenzio hanno la loro importanza. Fare pausa serve all’altro per metabolizzare e comprendere

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la situazione. Continuare a parlare tavolta ha il potere di generare l’effetto di una vera e propria aggressione.

7 RINFACCIARE – È umano, tuttavia costituisce uno degli ingredienti in grado di trasformare una discussione in una lotta all’ultimo sangue. Rinfacciare avvilisce l’altro e non migliora le cose. Si tratta di un atteggiamento negativo anche per te stessa. Ricordati che se arriviamo a rinfacciare una certa azione, probabilmente si tratta di qualcosa che abbiamo accettato a fatica in precedenza, senza esserne realmente convinti. Meglio riflettere bene prima di dire sì senza convinzione.

8 PUNZECCHIARE – Stuzzicare l’altro ha un rischio collaterale: anche se hai detto delle cose giuste, che hanno colpito nel segno, potresti scatenare una reazione opposta. Come recita un’antica regola, si prendono più mosche con una goccia di miele che con un barile di aceto.

9 CHIEDERE SCUSA – La capacità di scusarsi indica un atteggiamento attento all’altro e consapevole di sé, tuttavia è importante rispettare i tempi del partner. Invece di precipitarti a giustificare le tue parole lascia all’altro un momento per riflettere e stare da solo.

10 CONTINUARE A DISCUTERE – Vi siete esposti e confrontati; hai parlato con onestà e chiarezza riguardo al tuo punto di vista, evitando la tendenza a rinfacciare o accusare: brava, sei sulla strada giusta. Quando la discussione arranca, è il momento di smettere. Insistere rischia di far degenerare la discussione in un litigio. Lascia spazio al tempo e al silenzio. Qualche volta insistere è l’anticamera di un’incomprensione ancor più profonda: meglio rifletterci su e metabolizzare, magari in due stanze separate.

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06/05/20160