| |
Le
malattie a trasmissione sessuale
"Dio ha fatto anche le malattie; chissà
che scopo aveva. Può darsi pure che voleva fare una cosa buona
ma gli è venuta male durante la creazione."
Bambino di anni 10
La magia di certi incontri deve fare i conti
con una serie di pericoli e rischi che purtroppo vanno considerati
ai fini dell'applicazione di una serie di misure preventive
che proteggano da essi. Stiamo parlando della possibilità
che certi sconosciuti quanto intriganti compagni d'avventura
ci lascino oltre il ricordo di un momento passionale, anche
malattie che hanno come loro naturale mezzo di trasmissione
l'atto sessuale. Le Malattie Trasmesse Sessualmente (MTS,
STD in inglese) fanno parte delle malattie infettive. Si tratta
di oltre venti malattie causate da batteri, virus, funghi
o parassiti. In genere si trasmettono tutte per via sessuale,
ma si differenziano per la contagiosità, il decorso della
malattia e le possibilità di cura e prevenzione.
Malattie sessualmente trasmesse e storia
Venere ha dato il nome alle malattie trasmesse mediante contatti
o rapporti sessuali. Tali malattie sono esistite fin dai primordi
dell'umanità. Sono stati rilevati segni su reperti ossei risalenti
a millenni fa. Narrano che Cleopatra fosse affetta da papillomavirus
(condilomi). Storicamente le patologie veneree hanno avuto
periodi di recrudescenza drammatici come l'epidemia di sifilide
dopo il 1494, conseguente alla calata di Carlo VIII in Italia,
nel cui esercito l'infezione fu probabilmente portata da soldati
spagnoli.
Malattie sessualmente trasmesse oggi
Tornate all'attenzione, quando non all'allarme generale con
l'avvento dell'AIDS, le malattie a trasmissione sessuale hanno
sempre costituito un pesante (ma non inevitabile) corollario
del sesso. In epoca preantibiotica le allora cosiddette malattie
"veneree" sono state una importante causa di mortalità per
la popolazione: da qualche decennio il ruolo maggiore è rivestito
invece dalle infezioni virali, a fronte di quelle batteriche,
alle quali siamo ormai in grado di far fronte con gli attuali
strumenti terapeutici.
E' possibile fare una prima distinzione in due gruppi riguardo
a queste patologie : quelle ad esclusiva trasmissione sessuale
(sifilide, gonorrea, herpes genitale, clamydia trachomatis,
condilomatosi genitale) e quelle che si trasmettono anche
con altre modalità (epatite B e C, AIDS).
Sono sempre state considerate numericamente poche
e l'attenzione dei medici era posta prevalentemente su lue,
gonorrea, ulcera molle, condilomatosi.
Sembrava che dopo la seconda guerra mondiale, con l'avvento
della penicillina tali problemi sarebbero divenuti obsoleti.
In verità dopo un periodo di progressiva diminuzione
si è assistito negli ultimi decenni ad un progressivo e costante
aumento epidemiologico.
Ogni anno in tutto il mondo 330 milioni di persone contraggono
una malattia a trasmissione sessuale. La più diffusa è la
tricomoniasi (120 milioni di casi), seguono le infezioni da
clamidia (50 milioni) e la gonorrea (25 milioni). Il numero
dei sieropositivi è stimato attualmente a 33,6 milioni. Il
contagio avviene generalmente durante i rapporti sessuali
attraverso il contatto diretto di liquidi organici infetti
(sperma e secreti vaginali) con le mucose. Gran parte delle
malattie veneree, in particolare le infezioni da herpes, sono
trasmissibili anche tramite rapporti orali, baci e petting
(contatto diretto con i liquidi organici infetti). Il contagio
può anche prodursi tra una madre sieropositiva e il feto o
il neonato. Alcune malattie veneree (epatite B/C, Aids e sifilide)
possono essere trasmesse tramite le conserve di sangue e i
prodotti ematici o lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti.
Alcune infezioni si contraggono tramite l'uso in comune di
asciugamani, articoli da toeletta e altro, ma si tratta di
casi estremamente rari. Un contagio con goccioline (tosse,
starnuti) è escluso. Nei comuni contatti sociali (lavori di
casa, ufficio, mezzi pubblici, viaggi e simili) è impossibile
infettarsi a condizione che si rispettino le abituali norme
igieniche. La maggior parte delle MST (ad eccezione soprattutto
dell'epatite B e dell'Aids) si manifesta inizialmente nelle
zone del corpo in cui è avvenuto il contatto, quindi sul pene,
nella vagina e sulle labbra della vulva. Possono essere colpiti
anche l'ano e la cavità orale.
Alcune di queste malattie sono semplicemente fastidiose, altre
invece molto pericolose: se non curate possono estendersi
a tutto il corpo e causare danni in parte gravi e irreparabili,
come sterilità, lesioni cerebrali o cecità.
Inizio
pagina
La sifilide o lue
L'agente causale della malattia è una spirocheta
(batterio spiraliforme): il TREPOMENA PALLIDUM. La resistenza
del batterio è assai precaria; infatti al di fuori dell'ospite
umano, è molto sensibile all'essiccazione, alle temperature
più alte di quella corporea e ai comuni antisettici. Ha bisogno
di umidità per sopravvivere e per questo motivo si sviluppa
preferibilmente in bocca e nella regione anogenitale.
Si tramette per via sessuale e l'agente patogeno penetra nell'organismo
attraverso lesioni epiteliali anche molto piccole.Il periodo
di incubazione della sifilide varia generalmente tra i 10
e i 90 giorni (media 21 giorni), la maggior parte dei pazienti
sviluppano la malattia primaria entro le sei settimane dal
contagio.
All'inizio si manifesta sulla cute e sulle mucose, successivamente
invade tutti gli altri organi. La lesione della Sifilide primaria
viene generalmente considerata come un'ulcera genitale dura
indolore con o senza rigonfiamento dei linfonodi regionali.
Però può apparire anche a livello dell'epitelio rettale, cervicale
o vaginale, il capezzolo o a livello della mucosa orofaringea.
Periodo secondario: la lesione primaria guarisce
anche spontaneamente ma dopo 4-8 settimane in seguito alla
diffusione generale del Treponema inizia comparsa di roseole
prima al tronco e poi all'addome e agli arti che senza cure
divengono papule.
E' accompagnato da febbre, cefalea, dolori notturni, adenopatia.
Anche le lesioni secondarie possono guarire spontaneamente.
Dopo periodo secondario il 25% guarisce spontaneamente, il
25% rimane con infezione latente nel resto dei casi si evolve
verso periodo terziario.
Periodo terziario: questo stadio, che inizia
3 - 5 anni dopo l'infezione e' caratterizzato da formazione
di "gomme" sulla cute, sulle mucose, e negli organi, fenomeni
degenerativi a carico del sistema nervoso centrale, lesioni
cardiovascolari.
Sifilide quaternaria: cioè la neuro sifilide
che compare a 8 -12, anche 20 anni dall'infezione ed è caratterizzata
da irritazione delle meningi fino alla meningite sifilitica,
vasculopatie cerebrali, deficit neurocerebrali quali cecità,
sordità, paresi. Alterazioni al livello del midollo spinale
quali emiplegia acuta e degenerazione della sostanza grigia
del cervello.
La diagnosi si esegue mediante la microscopia in campo oscuro
prelevando del materiale da lesioni umide o da linfonodi.
Quest'esame microscopico è appropriato nella Sifilide primaria
e talvolta per quella secondaria, oppure la diagnosi è sierologica:
T.P.H.A.-Test (Test di emoagglutinazione per il Treponema
Pallidum)
V.D.R.L.-Test (Test di flocculazione con cardiolipina)
F.T.A.-ABS Test (per rilevare gli anticorpi IGM)
T.P.I.-Test (Ricerca degli anticorpi che immobilizano lespirochete
sul siero delle pazienti)
La terapia per la Sifilide primaria e secondaria è la penicillina.
Inizio
pagina
Blenorragia o Gonorrea
La Gonorrea è un'infezione causata dai batteri
Neisseria gonorrhoeae. La Gonorrea può portare all'infezione
dell'uretra, della cervice, del retto e della gola. Tuttavia
molte persone non sanno di avere la Gonorrea, poiché, sebbene
siano infettate, non hanno nessun sintomo. La Gonorrea è trasmessa
attraverso contatto sessuale (sesso vaginale, anale o orale)
con una persona infetta. La Gonorrea può avere un effetto
deleterio sui genitali, sul retto o sulla gola. Molte donne
e molti uomini con la Gonorrea non presentano sintomi evidenti,
soprattutto con l'infezione del retto e della gola. Nelle
donne i maggiori sintomi sono aumento delle secrezioni vaginali,
bruciori, piccole emorragie; negli uomini bruciori durante
l'urinazione, testicoli doloranti. L'infezione del retto può
accadere facendo sesso anale ricettivo. Nelle donne, l'infezione
del retto accade più frequentemente attraverso diffusione
dell'infezione dalla vagina. Sebbene non vi siano spesso sintomi
di infezione del retto, essi possono includere disturbi del
retto, prurito dell'ano, dolore, scarico o emorragia. L'infezione
della gola può accadere facendo sesso genitale-orale con partner
infetti. Nella gola, la Gonorrea può causare una gola infiammata.
La diagnosi viene effettuata mediante tecniche di laboratorio
(esame culturale) che vanno ad esaminare il materiale prelevato
dal canale endocervicale, dall'uretra e dal retto.
La terapia si basa sull'utilizzo di antibiotici tra cui la
penicillina, le tetracicline e l'eritromicina.
Le principali complicazioni dell'infezione gonococcica sono
l'infezione disseminata e la malattia infiammatoria pelvica.
Si consiglia il ricovero ospedaliero per il trattamento dei
pazienti con infezione da gonococco disseminata, che mostrano
segni significativi di malattia articolare.
Inizio
pagina
Ulcera molle
L'ulcera venerea (o cancroide), conosciuta come
ulcera molle, è una delle malattie veneree minori, non solo
perchè si verifica di rado ma anche perchè le manifestazioni
sono locali e non sistematiche e quindi non costituiscono
alcuna minaccia per la vita. L'HEMOPHILUS DUCREYI è un piccolo
bacillo (streptobacillo) gram negativo. Si pensa che l'H.
Ducreyi entri attraverso una minuscola soluzione di continuo
della cute o attraverso la membrana mucosa, il più delle volte
in conseguenza di un trauma coitale minore.
Nell'uomo le lesioni sono particolarmente tipiche e compaiono
3-5 giorni dopo il contatto sessuale e lo stadio vescicolare
è così leggero che spesso non è riconosciuto. Poi compare
una sola ulcera visibile in un qualsiasi punto del pene, anche
se il più delle volte si trova nel glande.
Nella donna il quadro è molto meno caratteristico dal momento
che le donne presentano lesioni minori passeggere, vengono
viste solo quelle ulcere più estese. Sono comuni ulcere multiple
nella zona del clitoride, sulle labbra e sulla forchetta.
La lesione tipica, indipendentemente dal sesso del paziente,
è costituita da un'ulcera molle non indurita con essudato
sporco alla base, dolorosa e molto tenera al tatto. Il contatto
con l'acidità delle urine è particolarmente doloroso e la
paziente puo presentare ritenzione urinaria.
Il bubbone compare di solito entro una settimana dopo la lesione
genitale e continua a suppurare per circa mezza settimna,
mentre il resto si risolve spontaneamente.
Poi il più delle volte cicatrizzano subito, lasciando soltanto
una piccola cicatrice.
La diagnosi di ulcera venerea è essenzialmente una diagnosi
differenziale dall'ulcera genitale. Si deve sempre tenere
presente la possibilità che si tratti di Sifilide; tuttavia
l'ulcera della Sifilide è compatta e dura ed ha una base chiara;
il test sierologico per la Sifilide dovrebbe essere sempre
eseguito.
Il bubbone dell'ulcera venerea è unilaterale e va incontro
facilmente a suppurazione.
La diagnosi di ulcera venerea si basa sullo striscio e sulla
coltura, oltre che sulle caratteristiche cliniche. Gli strisci
si ottengono strisciando la parte superiore dell'ulcera o
il materiale aspirato dal bubbone; tipicamente lo striscio
mostrerà le catene costituite dal piccolo bacillo gram-negativo.
La terapia in molti casi non è necessaria, può bastare una
accurata pulizia con acqua e sapone oppure sulfamidici alla
dose di 1 grammo 4 volte al giorno per 10-14 giorni. La tetraciclina
è consigliata nei pazienti che si mostrano allergici ai sulfamidici.
Inizio
pagina
Linfogranuloma venereo
Raro. Caratterizzato da adenite suppurativa inguinale
e causato da microorganismo (Nicolas e Favre 1913) che prima
era compreso tra virus ma ora è nel gruppo delle clamidie.
Clinica: dopo 3-20 gg. compaiono piccole papule che si trasformano
in vescicole e quindi in ulcere poco profonde. Dopo circa
2 sett. si ha ingrossamento linfonodi regionali inguinali
(bubboni inguinali). 60% casi suppurazione delle ghiandole
con febbre e encefaliti. terzo stadio da sindromi genito ano
rettali con forme stenosanti ed elefantiasi genitali.
Inizio
pagina
Herpes genitalis
Dovuto a localizzazione su mucose genitali di
virus affine a quello dell'herpes simplex (delle labbra).
L'infezione di Herpes virus dell'apparato genitale è una malattia
trasmessa per via sessuale la cui incidenza è in crescente
aumento con una velocità di epidemia.
L'esposizione iniziale al virus determina una sintomatologia
acuta ed un forte disagio, ma la malattia può essere anche
asintomatica. Dopo l'infezione il virus diviene latente ed
il o la paziente corre il rischio di manifestare l'herpes
in maniera ricorrente, di trasmettere potenzialmente il virus
al neonato, di vedere riattivarsi la malattia nel caso di
immuno soppressione e di possibili tumori maligni.
Provoca comparsa vescicole che si rompono subito
dando luogo a superficie abrasa. Abrasione è superficiale,
molle, spesso policiclica, circondata da ampio alone eritemato
- edematoso, dolente. molto diffusa
Le complicazioni locali dell'HSV genitale comprendono:
infezione dell'uretra e della vescica con ritenzione urinaria
e infezioni batteriche secondarie della cute, sopratutto nell'infezione
primaria.
L'Herpes del retto causa notevole dolore e debilitazione e
studi riportano gravi disturbi negli uomini omosessuali con
lesioni ulcerose perianali croniche. La diagnosi viene fatta
prima di tutto clinicamente. La comparsa di lesioni erpetiche
tipiche che si trasformano da vescicole in ulcere e guariscono
senza cicatrice è inequivocabile per la diagnosi. Procedimenti
di laboratorio possono confermare l'impressione clinica.Il
metodo piu affidabile è la coltura, benchè anche i test sierologici
possono essere utili per identificare l'infezione genitale
del primo episodio dell'HSV primaria.
Terapia: il primo episodio di infezione primaria richiede
un tipo di medicazione che allevi il dolore, un'adeguata pulizia
delle lesioni per prevenire le infezione batteriche secondarie,
e nei casi più gravi il drenaggio vescicale.
Inizio
pagina
Condilomi
Abbiamo due tipi di Condilomi: acuminati e piani.
I Condilomi acuminati si definiscono come epiteliomi di genesi
virale localizzati nella regione genitale.
L'agente patogeno è il papillomavirus di tipo 6, appartenente
al gruppo dei Papovavirus.
Il periodo di incubazione varia da poche settimane fino a
due anni. La modalità di trasmissione avviene per diretto
contatto con regioni cutanee infette o mediante rapporto sessuale.
Favoriscono il contagio:
le perdite vaginali;
la forte sudorazione;
la fimosi;
la balanite;
l'infezione da Candida;
la Sifilide;
la Gonorrea;
le uretriti aspecifiche.
Le manifestazioni cliniche del Condiloma acuminato sono escrescenze
cutanee acuminate colore rosso intenso localizzate sulla vulva,
sulla vagina e sulla portio. L'ingrossamento e la proliferazione
portano alla formazione di lobi e solchi che hanno l'aspetto
di una cresta di gallo e la concentrazione di microbi tra
i solchi e le pieghe dei condilomi provoca formazione di pus.
Tuttavia circa il 50% degli individui infetti non sviluppano
mai verruche genitali, ma sono comunque capaci di trasmetter
il virus agli altri. Fino a qualche tempo fa l'unica soluzione
eera l'intervento chirurgico, ora invece possono essere sufficienti
semplici pomate. Alcun specie del virus papilloma sono associate
ad aumento del tumore alla cervice. Inoltre le lesioni possono
favorire il diffondersi di altre malattie a trasmissione sessuale
quali l'Aids. L'uso dei profilattici di lattice o di poliuretano
durante i rapporti sessuali può aiutare a ridurre il rischio
di trasmissione, ma è bene sottolineare che la trasmissione
può comunque avvenire se le verruche sono in parti del corpo
non coperte dal profilattico. E quindi altro accorgimento
è di limitare il numero dei partner di sesso.
La diagnosi si fa con l'ispezione e la colposcopia.
La terapia è varia:
cauterizzazione con podofillina
crioterapia con neve carbonica o azoto liquido
terapia chirurgica: diatermocoagulazione, escissione chirurgica,
laser terapia.
Dopo l'intervento l'eventuale trattamento con è con metisoprinolo
(virustop).
Inizio
pagina
Clamidia
L'infezione da Clamidia è molto comune tra gli
adulti giovani e tra gli adolescenti. Tuttavia molte persone
non sanno di avere questa malattia poiché, sebbene siano infettate,
non hanno nessun sintomo; di fatti circa il 75% delle donne
infette e metà degli uomini infetti non presentano sintomi
di Clamidia. La trasmissione avviene attraverso contatto sessuale
(soprattutto vaginale o anale) con una persona infetta. Nelle
donne i sintomi della Clamidia possono includere l'aumento
delle secrezioni vaginali, bruciori, emorragie dopo i rapporti
sessuali; nell'uomo sintomi possono essere bruciori e testicoli
gonfi e dolorosi. La cura è generalmente a base di antibiotici.
Se trascurata essa può provocare infertilità in uomini e donne
e in queste ultime gravidanze extrauterine.
Inizio
pagina
Tricomoniasi
Il Trichomonas vaginalis è un organismo microscopico
che causa la malattia Tricomoniasi, che può essere trasmessa
sessualmente da persona a persona. La Tricomoniasi è trasmessa
attraverso rapporti di sesso vaginale con una persona infetta.
I fattori di rischio primari della Tricomoniasi includono
l'intraprendere sesso con una persona della quale non si conoscono
le abitudini in fatto di igiene e vita sessuale, fare sesso
con più partner, avere una relazione con qualcuno che ha più
partners. Sia gli uomini che le donne possono essere infettate
ma spesso non si hanno sintomi dell'infezione per cui non
si sa di avere la malattia. Nelle donne il sintomo maggiore
è l'aumento delle secrezioni vaginali, con cambio di colore
e cattivo odore, bruciori della vagina. Nell'uomo scarico
del pene e bruciori durante l'urinazione.
Inizio
pagina
EPATITE Virale
L'epatite è una delle malattie trasmesse per
via sessuale più gravi e menomanti. Si pensa che la frequenza
sempre maggiore della trasmissione sessuale sia uno dei fattori
che maggiormente contribuiscono a conservare la diffusione
dell'epatite. Sia l'epatite A, conosciuta anche come epatite
infettiva, sia l'epatite B, conosciuta come epatite del siero,
che l'epatite non A-non B, possono essere trasmesse in diversi
modi (Via parenterale, uretrale, venerea).
L'epatite virale, sia essa di tipo A, B o non A-non B, presenta
diverse fasi cliniche. Dopo l'ingresso del virus (nel paziente)
si ha un periodo durante il quale quest'ultimo rimane asintomatico.
Questo periodo di incubazione dura:21-45 gg per l'epatite
A; 30-130 gg. per l'epatite B; periodo intermedio fra i due
precedenti per l'epatite non A-non B.
Dopo il periodo di incubazione il paziente è sintomatico,
ma di solito all'inizio può rimanere anitterico, anche se
talvolta l'ittero può essere il primo sintomo. Questo è il
periodo prodromico e durante questa fase i sintomi sono di
solito anoressia, nausea e vomito ma possono anche essere
presenti una leggera febbre, malessere, mal di testa, mialgia
ed alterazioni del gusto, compresa la perdita del gusto alle
sigarette.
Dopo la fase prodromica c'è la fase itterica che nell'epatite
B può durare molti mesi. Gli esami di laboratorio saranno
alterati e saranno presenti, di solito, una viremia o una
antigenemia croniche. I pazienti affetti da epatite B possono
rimanere infettivi per giorni o per anni.Il virus di tipo
B può essere trasmesso per diverse vie ed è stato rintracciato
nella saliva, nel siero, nell'urina, nella bile, nel sangue
mestruale, nelle secrezioni vaginali, nel liquido ascetico
e nel liquido pleurico e la sua presenza in questo liquidi
biologici rende relativamente più facile la sua trasmissione
durante il contatto sessuale.
Si ritiene che la trasmissione sessuale dell'epatite B si
verifichi con l'introduzione di materiale infetto attraverso
le superfici mucose. Il virus dell'epatite B può essere trasmesso
al neonato se la madre è affetta da epatite in atto durante
la gravidanza o se è una portatrice cronica (HBS AG Psoitivo
+ ANTI HBC). Il virus dell'epatite A non risulta che attraversi
la placenta e causi una malattia neonatale.
Inizio
pagina
Vaginiti aspecifiche
Si presentano con un aumento delle secrezioni
vaginali, maleodoranti. Le vaginiti batteriche croniche provocano
infiammazione delle tube con conseguente possibile infertilità,
gravidanze extrauterine o parto prematuro. Nella metà dei
casi esse non danno sintomi e possono esser curate con terapia
antibiotica.
Inizio
pagina
Consigli per prevenire
le infezioni
Cura sempre l'igiene intima, tenendo presente
che i germi presenti nel retto (ultimo tratto dell'intestino),
potrebbero diffondersi in vagina o nell'uretra, facilitando
le infezioni genitali come la candidosi, o infezioni delle
vie urinarie come la cistite.
Se i rapporti sessuali sono dolorosi, fai una visita per controllare
di non avere piccole lacerazioni della vagina.Queste possono
facilitare la diffusione delle infezioni.
Se sei predisposta alle infezioni delle vie urinarie (cistiti),
svuota sempre bene la vescica, prima e dopo un rapporto sessuale.
Se hai sintomi per cui sospetti una MST, un'infiammazione
vaginale o delle vie urinarie, fai subito una visita di controllo,
o rivolgiti al tuo medico.
E' importante ricordare alcuni concetti di base: è necessario
curare contemporaneamente entrambi i membri di una coppia
altrimenti chi non si è curato trasmetterà di nuovo all'altro
la malattia, il preservativo protegge non solo dall'infezione
da HIV ma da tutte le MTS, se hai il dubbio di avere contratto
una MTS non ti devi vergognare di rivolgerti ad un medico
perché la cura delle MTS, quando è tempestiva, è facile e
non lascia conseguenze, inoltre ricordati che puoi esigere
dal medico l'anonimato (cioè non sei obbligato a dire il tuo
nome e nemmeno le circostanze in cui ti sei ammalato).
| Chlamydia |
| Cos'è |
Infezione batterica del tratto genitale,
causata da Chlamydia Trachomatis |
| Sintomi |
Dolore e bruciore genitale durante e dopo
i rapporti. E' asintomatica in più del 50% dei
casi |
| Contagio |
Rapporti sessuali non protetti |
| Protezione |
Rapporti sessuali protetti - uso del preservativo |
| Conseguenze |
Possibilità di infezioni al fegato
e agli occhi. L'infezione non trattata provoca sterilità
da occlusione tubarica in circa il 30% delle donne |
| Diagnosi |
Colorazioni a fluorescenza per l'identificazione
nelle secrezioni genitali |
| A chi? |
medico dermo - sifilo - patico, ginecologo. |
| Cura |
antibiotici |
| Gonorrea |
| Cos'è |
Infezione batterica del tratto genitale,
causata da Neisseria Gonorreae |
| Sintomi |
Uretrite nell'uomo, cervicite nella donna.
Asintomatica nel 50% delle donne, nel 10% degli uomini
|
| Contagio |
Rapporti sessuali non protetti. Probabilità
di contagio maggiori per le donne, spesso portatrici asintomatiche |
| Protezione |
Rapporti sessuali protetti - uso del preservativo |
| Conseguenze |
L'infezione non trattata dà luogo
nelle donne a infiammazione pelvica. Malattia trasmissibile
al feto durante il parto |
| Diagnosi |
Ricerca anticorpi anti HBV. |
| A chi? |
medico dermo - sifilo - patico |
| Cura |
antibiotici |
| Epatite B |
| Cos'è |
Infezione da HB virus. Colpisce in prevalenza
il fegato e preferisce i maschi. |
| Sintomi |
Asintomatica nella maggior parte dei casi,
si manifesta con ittero, nausea, perdita di appetito.
Si cronicizza nel 10% dei portatori |
| Contagio |
Rapporti sessuali non protetti, contatto
con sangue, siringhe, strumenti chirurgici, oggetti
taglienti in genere |
| Protezione |
Vaccino. Rapporti sessuali protetti - uso
del preservativo |
| Conseguenze |
Nel 10% dei portatori l'infezione si cronicizza;
nel 5% circa di questi essa tenderà a trasformarsi
in cirrosi epatica o tumore del fegato |
| Diagnosi |
Diagnosi clinica sulla presenza e apparenza
delle lesioni. Test di immunofluorescenza. Test immunologici
(ELISA) |
| A chi? |
epatologo |
| Cura |
interferone |
| Herpes genitale |
| Cos'è |
Infezione virale del tratto genitale, causata
da Herpes Virus (tipo II) |
| Sintomi |
Spesso asintomatica. Vescichette sui genitali,
ingrossamento dei linfonodi inguinali |
| Contagio |
Rapporti sessuali non protetti. Contatto
diretto cutaneomucoso con una lesione erpetica Le ricadute
potenziano la carica virale |
| Protezione |
Rapporti sessuali protetti - uso del preservativo
|
| Conseguenze |
Favorisce le infezioni di uretra e vescica,
nelle donne aumenta il rischio di tumori al collo dell'utero |
| Diagnosi |
Test immunologici |
| A chi? |
Medico dermo - sifilo - patico |
| Cura |
aciclovir o altri farmaci antivirali. |
| HIV (AIDS) |
| Cos'è |
Infezione virale da HIV. Altera il sistema
immunitario. Può essere letale |
| Sintomi |
Asintomatica agli inizi.
Seguono febbriciattole, diarrea, debolezza. La riduzione
delle difese immunitarie nei casi conclamati conduce allo
sviluppo di infezioni e di tumori |
| Contagio |
Rapporti sessuali non protetti, attraverso
i liquidi (sperma, umore vaginale, sangue). Sangue infetto
(trasfusioni, siringhe, strumenti chirurgici o taglienti
in genere. Al di fuori del corpo umano il virus sopravvive
solo per pochi minuti |
| Protezione |
Rapporti sessuali protetti - uso del preservativo |
| Conseguenze |
Possibilità di trasmissione del virus
al feto durante tutta la gravidanza, il parto e l'allattamento.
Le conseguenze della malattia conclamata sono in genere
letali |
| Diagnosi |
Test immunologici |
| A chi? |
immunologo |
| Cura |
Politerapia con farmaci antivirali |
| Papilloma Virus |
| Cos'è |
Insieme di numerosi virus (circa 65) dei
quali 24 sono patologici per il tratto genitale |
| Sintomi |
Piccole escrescenze (dette
creste di gallo o condilomi) sui genitali esterni. Nei
maschi sintomi quali uretrite, nelle donne lesioni alla
cervice |
| Contagio |
Rapporti sessuali non protetti |
| Protezione |
Rapporti sessuali protetti - uso del preservativo |
| Conseguenze |
Alcuni tipi virali possono provocare lesioni
cellulari tumorali presenti fino a 10 anni prima della
comparsa di carcinoma del collo dell'utero |
| Diagnosi |
Citologia (Pap-test), colposcopia, peniscopia
e esame istologico |
| A chi? |
Medico dermo - sifilo - patico |
| Cura |
terapie chirurgiche (escissione, crioterapia...)
e farmacologiche (Podofillina, Immunomodulatori, Interferone) |
| Sifilide |
| Cos'è |
Infezione batterica causata da Treponema
Pallido |
| Sintomi |
Lesioni tondeggianti ed escrescenze. Febbre,
ingrossamento dei lifonodi, caduta dei capelli |
| Contagio |
Rapporti sessuali non protetti, anche se
non completi, via parenterale (siringhe), via transplacentare. |
| Protezione |
Rapporti sessuali protetti - uso del preservativo |
| Conseguenze |
La malattia non trattata evolve con lesioni
di vario genere fino a interessare il sistema nervoso
provocando paralisi, sordità, demenza |
| Diagnosi |
Ricerca del Treponema nelle lesioni. VDRL
(Venereal Disesease Research Laboratory) e altri esami
sierologici. |
| A chi? |
Medico dermo - sifilo - patico |
| Cura |
penicillina |
| Trichomonas |
| Cos'è |
Infezione vaginaledi origine batterica,
causata da un protozo |
| Sintomi |
Asintomatica nella maggior parte dei casi,
nelle donne dolore durante i rapporti, perdite vaginali
|
| Contagio |
Rapporti sessuali non protetti, uso promiscuo
di oggetti personali (salviette, sanitari, ecc.) |
| Protezione |
Rapporti sessuali protetti - uso del preservativo |
| Conseguenze |
Modificando l'acidità (pH) vaginale
può facilitare l'insorgenza di altre infezioni
sessuali |
| Diagnosi |
Esame microscopico della secrezione vaginale |
| A chi? |
|
| Cura |
Metronizadolo |
| Vaginite |
| Cos'è |
Infezione batterica causata da Haemophilus
Vaginalis |
| Sintomi |
Asintomatica nella maggior parte dei casi.
Prurito, arrossamenti, bruciore dei genitali, dolore durante
i rapporti |
| Contagio |
Rapporti sessuali non protetti, uso promiscuo
di oggetti personali per l'igiene intima (salviette, sanitari,
ecc.) |
| Protezione |
Igiene personale scrupolosa |
| Conseguenze |
Nessuna, in genere. La malattia è
normalmente guaribile in 15 giorni |
| Diagnosi |
Esame microscopico della secrezione vaginale |
| A chi? |
Ginecologo, andrologo |
| Cura |
Antibiotici |
| Candidosi |
| Cos'è |
Infezione fungina provocata da Candida Albicans |
| Sintomi |
Spesso asintomatica nei maschi. Irritazione
vulvare e vaginale. Pareti vaginali ricoperte da materiale
biancastro e caseoso. |
| Contagio |
Raramente dovuta a rapporti sessuali non
protetti. Favoriti dall'uso indiscriminato di antibiotici
o da immuno - depressioni. |
| Protezione |
Igiene personale scrupolosa |
| Conseguenze |
Nessuna, in genere. |
| Diagnosi |
Esame microscopico della secrezione e ricerca
della candida. |
| A chi? |
Ginecologo, andrologo |
| Cura |
farmaci antimicotici per via sistemica e/o
locale |
Tabelle a cura di Emmanuele Jannini
Inizio
pagina
|
|