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LA PASSIONE È EROS?
Ci si pone spesso la domanda se la passione sia
una delle caratteristiche delle fasi iniziali di una relazione
d'amore e quindi un'emozione che viene poco a poco sostituita
da un sentimento più simile all'affetto. Nulla di tutto
ciò. Passione deriva dal latino "passio"
che significa sofferenza. Questo ad indicare che solitamente
la passione è considerata un'esperienza umana piu'
dolorosa che piacevole, in quanto la passione e' un fuoco
che il più delle volte divora e distrugge non solo
la coppia ma anche gli individui coinvolti. Infatti quando
questo fuoco divampa non si pensa piu' ne a se stessi ne al
proprio partner, ma solo a ricercare il piacere lasciandosi
alle spalle solo cenere; non per altro le grandi passioni,
quando terminano, lasciano un vuoto interiore enorme, tutto
è distrutto e bruciato anche i ricordi dei momenti
felici vissuti.
La passione non riguarderebbe solo l'interesse per il corpo
dell'altro, ma le "vere" passioni hanno anche e
soprattutto un coinvolgimento mentale: si vuole tutto dell'altro,
quasi la vita stessa.
L'oggetto della passione e' di solito esclusivo e lo si vuole
possedere per sempre; la passione diviene quasi un "incubo",
sia per chi la vive sia per chi la subisce. Infatti la parola
passione deriva anche dalla radice etimologica "passivita'".Chi
vive questo intenso trasporto emotivo, quindi, sarebbe come
schiavo delle sue pulsioni e dei suoi desideri.
Si pensa che il passionale spesso viva in una situazione estrema:
il piacere sessuale, la gioia, il dolore, accesi dalla passione
non possono conoscere le medie misure, tutto è vissuto
in modo estremo, irrazionale e quasi istintuale. Addirittura
nell'atto sessuale c'è quasi la volontà di incorporare
l'altro, in un intenso momento di fusione, il piacere si sviluppa
dall'istinto non controllato.
Si dice che le grandi passioni non durino, infatti spesso
questi rapporti terminano improvvisamente per motivi anche
futili, e tragicamente quando la motivazione alla vita risiede
solo nell'altro e quindi una volta interrotta l'unione viene
meno il significato dell'esistenza. Nei caso meno drammatici
le passioni terminano perché la tensione è talmente
alta e la passione così insostenibile e dolorosa ,
che la sofferenza supera il piacere di stare con la propria
"ossessione".
Ma questo modo di descrivere la passione è solo la
visione negativa di una società, come la nostra, appiattita
dall'uniformità. Oggi si favorisce la prudenza, la
tranquillità, il controllo, mentre la passione è
ribellione. Nonostante la sessualità sia piu' libera,
la passione amorosa e' oggi considerata come irrazionale,
perchè ubbidisce a un bisogno individuale, proiettando
l'individuo fuori dalle regole morali, dall'ordine, dalla
sottomissione ai doveri.
La passione va invece recuperata: è energia mentale
pura, istintuale ma vitale, è divenire, è crescita
interiore nell'unione con un altro essere, è esperienza
e scambio relazionale. La negatività della passione
deriva solamente dalle costrizioni morali e sociali che le
impediscono uno scorrere fluido. Infatti per quale ragione
invece di censurare la passionalità di una relazione
non ci chiediamo perche' solo gli artisti e gli scienziati
hanno il diritto di essere passionali? Perchè la passione
è indispensabile alla loro attività, è
lo stimolo e la via per scoprire nuovi orizzonti. La passione
non deve spaventarci, impariamo semmai a gestirla, innanzi
tutto lasciandola scorrere dentro di noi. Se essa è
piacere, come è piacere l'eros, non può esserne
esclusa, è quindi un'emozione che partendo dal corpo
contribuisce soprattutto a farci stare bene.
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