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AIDS: LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI E
LE RISPOSTE POSSIBILI
Cosa vuol dire HIV
?
H uman
I mmunodeficency
V irus
Si tratta cioè di un virus che produce
immunodeficienza nel genere umano
Cosa vuol dire immunodeficienza?
Il sistema immunitario è un apparato,
costituito prevalentemente dai globuli bianchi del sangue,
che serve a difendere l'essere umano dalle infezioni e da
ogni aggressione esterna da parte di microorganismi.
Si deduce che l' immunodeficienza rappresenta una ridotta
capacità del sistema immunitario di svolgere le sue
funzioni e quindi una aumentata probabilità per il
soggetto di incorrere in gravi infezioni.
Cosa vuol dire AIDS ?
A cquired
I mmuno
D eficency
S indrom
Si tratta di una sindrome (cioè un complesso
molto variabile di malattie e sintomi) dovuta ad una debolezza
del sistema immunitario acquisita in un certo momento della
vita.
Quando una persona si dice HIV SIEROPOSITIVA
?
Quando è stata infettata dal virus HIV
e ciò è rilevabile attraverso dei tests
specifici effettuati sul sangue.
Se una persona si infetta, quanto tempo
ci vuole perché l'infezione si manifesti nel sangue?
Normalmente entro 4-6 settimane dal contagio
si evidenzia la sieropositività (test positivo) ma,
in rari casi, ciò può avvenire più tardi.
Quando una persona si dice malata di AIDS
?
Quando, a causa della grave immunodepressione
prodotta dal virus HIV, sviluppa gravi
malattie prevalentemente
di tipo infettivo.
Dopo quanto tempo un sieropositivo si
ammala di AIDS ?
Questo tempo è molto variabile e, grazie
alle terapie
di cui disponiamo, si è molto dilatato: fino a 15 e
più anni
Si può guarire dall'Aids ?
Non ancora. Però ci si può curare
e si può convivere con l'infezione mantenendosi in
buona salute.
Quali persone possono essere infettate
dal virus dell'AIDS ?
Tutte. Tutte quelle che compiono comportamenti
a rischio hiv.
Attraverso quali liquidi organici si può
trasmettere il virus HIV ?
Ci si può contagiare venendo a contatto
con
IL SANGUE
LO SPERMA
I LIQUIDI VAGINALI
IL LATTE MATERNO
di una persona HIV sieropositiva
Il bacio a labbra aperte può trasmettere
l'infezione?
Nella saliva di una persona HIV sieropositiva
è riscontrabile il virus HIV, ma non è stata
mai dimostrata con certezza l'infezione attraverso il bacio.
Le punture d'insetto possono trasmettere
l'infezione?
No. In nessun caso.
Ci si può infettare usando le stoviglie
in comune con persone hiv sieropositive?
No. Bisogna evitare l'uso comune di spazzolini
da denti e oggetti taglienti come lamette da barba, tagliaunghie
e forbicine.
In caso di puntura accidentale con una
siringa abbandonata cosa bisogna fare?
È necessario recarsi presso un reparto
di Malattie Infettive al più presto possibile perché
il medico specialista possa valutare l'opportunità
di somministrare una terapia antivirale precoce.
Che probabilità ci sono che una
donna sieropositiva partorisca un figlio sieropositivo?
Secondo i più recenti studi si è
osservato che, in Europa, le gravide sieropositive non sottoposte
a terapia anti hiv, procreano un figlio infetto in una percentuale
variabile tra il 15 e il 25%. Per le donne che viceversa si
sottopongono ad opportune terapie preventive combinate con
il parto cesareo elettivo, la probabilità di un figlio
sieropositivo è al di sotto del 5%. Tra le misure necessarie
all'evitamento dell'infezione del neonato ricordiamo quella
di non adottare l'allattamento al seno.
Quali sono allora i metodi più
efficaci per prevenire l'infezione?
Come abbiamo visto, ci si può infettare
solo venendo a contatto con alcuni liquidi organici appartenenti
a persone hiv sieropositive. Pertanto l'infezione può
essere prevenuta in più modi:
- astenendosi da qualsiasi pratica che preveda un contatto
con i liquidi indicati appartenenti ad altra persona della
quale non si
conosca con certezza la condizione di sieronegatività
hiv
- astenendosi sempre da pratiche tossicomaniche che prevedano
lo scambio della siringa o l'uso in comune di materiale utilizzato
per la preparazione delle droghe
- mantenendo l'attività sessuale all'interno di una
relazione stabile e fedele
- utilizzando correttamente il profilattico
Come si utilizza il profilattico?
Alla luce di quanto detto sopra, il profilattico
può rappresentare uno strumento di buona efficacia
preventiva se:
- viene applicato immediatamente, appena appare l'erezione;
- viene usato in tutti i tipi di rapporto sessuale;
- viene applicato correttamente ed eliminato rapidamente dopo
l'eiaculazione
Come si misura lo stato di salute di un
Hiv sieropositivo?
Attualmente vengono presi in considerazione tre
aspetti:
- le condizioni generali di salute del paziente
(visita medica)
- le condizioni del sistema immunitario (esami del sangue
per misurare la presenza di speciali tipi di globuli bianchi)
- l'aggressività del virus (esami del sangue per verificare
se il virus hiv si stia moltiplicando)
Sulla base di una integrazione razionale di questi
tre aspetti il medico infettivologo decide se e come attivare
una terapia anti hiv.
Di quali terapie oggi disponiamo per la
cura dell'infezione da hiv?
Le terapie più utilizzate sono costituite
da associazioni
di farmaci che, con meccanismi d'azione combinati e sinergici,
possono rallentare significativamente la moltiplicazione del
virus hiv, consentendo così una prospettiva più
ampia ed una buona qualità di vita
Le persone ammalate di Aids possono usufruire
inoltre di terapie mirate a curare specifiche infezioni delle
quali possono essere affette.
Esiste un vaccino
contro l'AIDS ?
Non ancora, ma ve ne sono molti allo studio.
La difficoltà più importante è legata
alla variabilità del virus e gli studi si stanno orientando
alla verifica dell'utilizzazione di più punti d' attacco
ovvero al miglioramento delle capacità di risposta
del sistema immunitario
In quali casi è opportuno sottoporsi
ad un test hiv?
- quando si hanno comportamenti tossicomanici,
specie se con uso endovenoso di droghe
- quando si sono avuti rapporti sessuali non protetti
- quando si sono avuti rapporti sessuali con numerosi partners
- quando si fosse venuti accidentalmente a contatto con liquidi
organici di terza persona (sangue, sperma, liquidi vaginali,
latte materno)
Il test può essere obbligatorio
in certi casi?
La legge 135 del 1990 all'art.5 espressamente
dispone: "nessuno può essere sottoposto, senza
il suo consenso ad analisi tendenti ad accertare l'infezione
da hiv se non per motivi di necessità clinica nel suo
interesse"
Pertanto, salvo nei casi in cui il soggetto fosse in grave
pericolo e necessitasse di una diagnosi hiv non essendo egli
in grado, anche transitoriamente, di intendere e di volere,
in alcuna altra situazione il test può essere eseguito
senza il consenso dell'interessato.
Si può eseguire un test presso
un laboratorio in modo che venga rispettata la riservatezza
?
Certamente. La riservatezza è già
comunque prevista per legge per qualsiasi indagine clinica;
nel caso specifico sono previsti ulteriori accorgimenti atti
a proteggere i dati personali all'interno del più rigoroso
segreto professionale. E' altresì possibile accedere
al test hiv in completo anonimato e gratuitamente.
Dove si può eseguire un test ?
Presso tutti i laboratori autorizzati che forniscano
contestualmente una consulenza medica prima dell'esecuzione
del prelievo e durante la comunicazione dell'esito del test.
Le A.S.L. e le Aziende Ospedaliere offrono, su tutto il loro
ambito territoriale servizi specifici presso i quali oltre
che eseguire il test gratuitamente e nella riservatezza più
accurata, è inoltre è possibile ricevere consulenza,
orientamento e informazioni su tutto ciò che concerne
l'infezione da HIV.
I malati di AIDS possono ricevere assistenza
domiciliare?
Si. Nei casi in cui necessitino terapie continuative
al domicilio, su proposta del medico infettivologo curante,
il paziente o i suoi familiari possono rivolgersi ai distretti
territoriali dell' A.S.L. e ricevere l'assistenza richiesta.
Inoltre, in casi particolari, per pazienti in gravi condizioni
non più necessitanti di ospedalizzazione ma nella impossibilità
di essere seguiti presso il proprio domicilio, sempre su proposta
del medico infettivologo curante, si può richiedere
all' A.S.L. il ricovero presso speciali case alloggio adeguate
all'accoglienza ed alla cura di queste situazioni.
HIV
Si tratta di un virus ad RNA, famiglia delle Retroviridae,
genere Lentivirus. Il patrimonio genetico del virus possiede
tre geni strutturali che consentono la replicazione all'interno
della cellula ospite. E' un virus molto variabile per le frequenti
mutazioni che intervengono nelle fasi di proliferazione. Sulla
base di differenze genomiche, sono state individuate due varianti
del virus:
HIV1 (diffuso a livello mondiale, dotato di tre sottogruppi
e numerosi sottotipi) e HIV2 (prevalentemente osservato in
Africa e dotato di 5 sottotipi)
TEST
DIAGNOSTICI TEST ELISA (Enzyme Linked Immuno Sorbent Assay)
Questo test ricerca nel siero la presenza di anticorpi specifici
anti HIV; è il test di screening di primo impiego ed
ha una sensibilità >99%
TEST WESTERN BLOT
E' utilizzato come test di conferma del test ELISA, ha una
elevatissima specificità
TEST DI RICERCA DI MATERIALE
GENETICO DEL VIRUS
Viene talvolta utilizzato durante il periodo finestra o per
diagnosi precoce di infezione neonatale
MALATTIE
CHE DEFINISCONO LA CONDIZIONE DI AIDS L'infezione da
HIV è stata descritta attraverso una sequenza di fasi
che rappresentano una lettura integrata delle condizioni cliniche
e della competenza immunologica del paziente.
Sono state individuate 15 infezioni cosidette opportunistiche
che, in un soggetto hiv sieropositivo, definiscono la condizione
di AIDS:
- candidosi esofagea e respiratoria
- coccidiomicosi extrapolmonare
- criptococcosi extrapolmonare
- criptosporidiosi cronica
- infezioni da citomegalovirus (escluso epatite)
- herpes simplex cronico esofageo e respiratorio
- istoplasmosi extrapolmonare
- isosporiasi cronica
- leucoencefalite multifocale progressiva
- micobatteriosi disseminata
- polmonite da pneumocistis carinii
- polmonite batterica ricorrente
- sepsi ricorrente da salmonella
- toxoplasma cerebrale
- tbc
Inoltre sono state identificate 6 altre patologie
identificative di AIDS in soggetto hiv sieropositivo:
- carcinoma della cervice dell'utero
- demenza hiv correlata
- sarcoma di Kaposi
- linfoma cerebrale primitivo
- linfoma non Hodgkin a cellule b
TERAPIE
SPECIFICHE ANTIRETROVIRALI Nel 1987 venne introdotto
il primo farmaco anti hiv, la Zidovudina (AZT) il cui meccanismo
d'azione mirava ad inibire l'attività della trascriptasi
inversa (enzima virale necessario per tradurre il genoma del
virus da RNA in DNA e consentirne così l'integrazione
con il patrimonio genetico della cellula umana ospitante);
questa molecola fu seguita da altre con meccanismo d'azione
simile (DDC e DDI).
Il 3tc e il D4t si aggiunsero successivamente come farmaci
sinergici rispetto all'azione dell'AZT.
A questi prodotti si sono affiancati recentemente altri inibitori
della trascriptasi inversa, detti inibitori non nucleosidici,
come l'Amprenavir, la Nevirapina e l'Efavirenz.
Nel 1997 venne commercializzata una nuova categoria di farmaci:
gli inibitori della proteasi (enzima necessario a sintetizzare
il rivestimento esterno del virus).
Le esperienze cliniche successive
hanno dimostrato la superiore efficacia della combinazione
di più farmaci rispetto alla monoterapia. Sono inoltre
in sperimentazione classi di farmaci mirate alla stimolazione
ed al supporto del sistema immunitario piuttosto che ad una
diretta azione antivirale.
VACCINO
Sono allo studio numerosi vaccini. Un vaccino deve possedere
caratteristiche di sicurezza, facilità di somministrazione,
efficacia comprovata e duratura. Attualmente le difficoltà
più importanti nel confezionamento di un vaccino anti
HIV sono legate alle rapide mutazioni del virus, all'infezione
cellulare latente, al rischio di ricombinazione tra ceppi
selvaggi e ceppi vaccinali, all'assenza di un modello animale.
I vaccini in preparazione si trovano nelle fasi 1 e 2 della
sperimentazione e nessuno è ancora giunto alla fase
3 necessaria per valutare l'efficacia.
Le strategie dei diversi vaccini allo studio sono legate al
diverso induttore utilizzato ( proteine di superficie, peptidi
sintetici, virus vivi innocui, virus ucciso/inattivato
..)
e agiscono stimolando la reazione immunitaria a più
livelli: anticorpale, cellulomediata e mista
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