| |
Mio marito ha sessant'anni e ci prova con
tutte, quando ero giovane ero lusingata che un tale seduttore
avesse scelto me, ma ora il suo comportamento mi infastidisce.
Cosa devo fare?
Il narcisismo del "Don Giovanni "
La figura del Don Giovanni non appartiene solo
alla letteratura del passato , in quanto si possono incontrare,
anche ai giorni nostri, "esemplari umani" del mitico
seduttore libertino, il cui unico scopo era sedurre e conquistare
ogni donna. Questo personaggio non si innamora mai: egli seduce
le donne e poi le abbandona, non per soddisfare un piacere
sessuale, ma solo per ingannare ed umiliare le sue vittime
ed i loro mariti, dopo di che svanisce alla ricerca di nuove
"prede", incurante dei sospiri e delle lacrime lasciate
dietro di se'. Il Don Giovanni è l'atleta dell'alcova,
il campione di performances sessuali, ma non di certo un individuo
che ha raggiunto una maturità personale, emotiva e
psicologica!
La sua ossessiva strategia di seduzione non fa altro che confermare
la sua paura delle donne e del potere che esse esercitano
su di lui. Per esorcizzare questa sua insicurezza egli utilizza
il rituale della conquista ripetuta, ma colui che passa di
conquista in conquista non ama le donne, ama solo se stesso.
Il Dongiovannismo è quindi uno stato patologico in
cui il soggetto sente il bisogno incontrollabile, compulsivo,
di sedurre tutte le donne che incontra. Sotto il profilo psicologico
dietro un Dongiovanni si nasconde quasi sempre un individuo
insicuro, che si stima molto poco e che trova la sua identità
solo attraverso le conferme che gli vengono fornite dal successo
della conquista. Non a caso, quando vi sono segnali di successo,
il corteggiamento del Dongiovanni viene spesso interrotto
ancor prima di raggiungere il rapporto sessuale.
Il bisogno di continue conquiste, si potrebbe paragonare ad
una "bulimia" erotica, che rivela un individuo che
conosce alla perfezione l'arte della seduzione, ma che è
profondamente incapace di abbandonarsi all'amore. Tale condotta
libertina basata sulla superficialità dei rapporti,
non puo' che portare alla solitudine e all'aridità
dei sentimenti, al vuoto e all'amarezza, proprio perché
esiste l'incapacità di stabilire un vero e sincero
dialogo e scambio con un'altra persona: una relazione. Per
questi uomini sedurre una donna, bella o brutta che sia, significa
conquistarla e sottometterla e la finalità di tali
gesti è solo quella di verificare il loro potere, ma
soprattutto cercare la conferma di esistere: "seduco,
dunque sono".
Il Don Giovanni ama solo se stesso e nella sua preda cerca
una conferma di sé, dei suoi desideri, uno specchio
in cui riflettersi. La donna non è considerata una
persona con cui confrontarsi, ma é un semplice strumento.
Ogni donna funzionerà da rinforzo per il suo "ego"
nell'affrontare la prossima conquista. Il guaio è che
vi sono donne che impazziscono per questo tipo di uomini!!.
Spesso queste donne sono tendenzialmente masochiste e affette
da una sorta di "delirio di onnipotenza", che le
induce ad illudersi che solo LORO sapranno accendere il suo
vero amore e che solo LORO potranno "redimerlo".
Ma bisogna fare molta attenzione: il Don Giovanni rischia
la fine di Narciso, che annega per essersi innamorato della
propria immagine riflessa nell'acqua, ma la donna-vittima
puo' rischiare anch'essa di annegare in un mare di sofferenza
e nella trappola del "lo faro' innamorare io"
questa
è una battaglia già persa in partenza!
|
|