newslogo

L'umore di Eros

L’umore di Eros

Marco Rossi

La nostra società dell’immagine, con le sue ossessioni per la bellezza, la perfezione e la giovinezza dei corpi, ha perso l’abitudine agli umori e agli odori. L’ossessione per l’apparenza, la bellezza e la pulizia è visibile ovunque: nelle decine di prodotti anti-età, deodoranti, detergenti, creme e profumi che affollano gli scaffali dei supermercati e le nostre case. Giovinezza, felicità e bellezza sono una triade ormai inscindibile, talmente presente da risultare quasi innaturale.

Ma è proprio questo senso d’innaturalezza che pervade il nostro oggi e la sessualità attuale, a suscitare in me dei dubbi: una società che bandisce gli ‘odori’ del corpo, dal proprio vissuto e dal proprio immaginario, o almeno si illude di poterne fare a meno, che sbandiera l’erotismo asettico e ‘di plastica’ in ogni sua manifestazione, fino a renderlo freddo, distante e virtuale, non sta in qualche modo esorcizzando una paura ben più grande, la paura di Thanatos?

L’amore, la sensualità e in ultima analisi l’istinto alla riproduzione sessuale sarebbero impensabili senza l’aspetto più carnale e animale, quello degli odori e degli umori! Non dimentichiamo che i feromoni, molecole prodotte dal sistema endocrino, vengono sempre più usati nella creazione dei cosmetici.

Ancora una volta preferiamo “comperare e acquistare ” quello che la Natura ci ha invece naturalmente regalato! Non è più tempo ormai

La nostra società dell’immagine, con le sue ossessioni per la bellezza, la perfezione e la giovinezza dei corpi, ha perso l’abitudine agli umori e agli odori. L’ossessione per l’apparenza, la bellezza e la pulizia è visibile ovunque: nelle decine di prodotti anti-età, deodoranti, detergenti,

page1image1791968

per le palpitazioni al cuore quando si respirava
l’odore del partner lasciato sulle mani o sul cuscino, dopo un’incontro d’amore. Tempi passati, superati...

Nell’era attuale, all’odore caldo, pregnante e sensuale del corpo, si preferisce il profumo asettico e impersonale dei cosmetici. L’aspetto più preoccupante del fenomeno del “sesso senza umore” non è solo la volontà di cancellare e nascondere odori e sapori, quanto quello di togliere al sesso la gioia, la vitalità, la serenità.

Ora Eros vive il disagio, il suo ‘umore’ è caratterizzato da problematiche, ansie, un profondo senso d’inadeguatezza e soprattutto la totale incapacità nell’avere un rapporto sessuale spontaneo e naturale.

Un altro dubbio è quello che forse la volontà di coprire il nostro odore e di celare il nostro umore, potrebbe celare il desiderio di nascondere noi stessi: vogliamo uniformarci agli altri, ritrovarci nell’odore sintetico dei profumi industriali omologati... Dopo tutto non ci sentiamo nessuno se non ci identifichiamo in un’icona pubblicitaria!

Ormai Eros non comunica più con il bacio: troppo intimo, troppo rischioso; le nostre parti intime non sono più ‘selvagge’, ma scolpite da cerette e depilazioni... ormai il nostro partner lo possiamo annusare su un qualsiasi scaffale del supermercato!

Marco Rossi

Specialista in Psichiatria. Psicoterapeuta, Sessuologo Clinico. Presidente Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale

Dott. Marco Rossi

fonte www.insalutenews.it

Quali lavori causano impotenza sessuale?

Quali lavori causano impotenza sessuale?

Carlos Arija Garcia

La disfunzione erettile colpisce più di 150 milioni di uomini in tutto il mondo. Da che cosa è provocata? Ci sono delle attività «nemiche» del sesso?

Si dice che uno dei peggiori nemici del sesso sia lo stress. Una volta, la scusa più diffusa per rifiutare un rapporto intimo era il famigerato mal di testa. Oggi, anche volendo impegnarsi sotto le lenzuola, l’uomo si accorge che, sul più bello, se non è in grado di rispondere alle aspettative della donna è perché entra in gioco il disturbo più inopportuno che si possa presentare in quel momento: la disfunzione erettile. Da che cosa è provocata? Tra le cause non c’è, sicuramente, il mal di testa ma più probabilmente lo stress provocato da un lavoro che gli toglie ogni energia, anche da quel punto di vista. Viene automatico domandarsi: quali lavori causano impotenza sessuale?

Tutto è relativo, per carità. Non è che chi svolge un’attività più pesante di un altro fa più fatica ad avere un rapporto degno di questo nome. Non è che chi spacca la legna dalla mattina alla sera sia più impotente di chi passa la giornata a mettere dei timbri su dei fogli di carta comodamente seduto alla sua scrivania. È vero, però, che alcuni lavori provocano più stress di altri e che, quindi, possono contribuire maggiormente all’impotenza sessuale, dato che – come sostenuto dagli esperti in materia – l’eccessivo affaticamento fisico e psichico è uno dei motivi principali della disfunzione erettile.

Fisico e psichico, dicevamo. Perché lo stress che può avere dei risvolti anche da un punto di vista sessuale può derivare da tanti fattori, dagli orari di lavoro al contatto troppo pressante con il pubblico, da uno sforzo fisico continuo all’ansia di non sapere come battere la concorrenza. Vediamoquali sono i lavori che possono causare impotenza sessuale.

page1image1626112page1image1656896

Lavoro e impotenza: che cos’è la disfunzione erettile?

L’impotenza sessuale è la mancata capacità di avere e di mantenere un’erezione nonostante si senta un forte desiderio di un rapporto.

Questo disturbo colpisce soprattutto gli uomini sopra i 40 anni e può essere provocato da molti fattori, ad esempio vascolari, traumatici, anatomici, farmacologici o anche legati allo stile di vita (abuso di alcol o di droghe e stress da lavoro).

La diagnosi si può basare su un esame obiettivo, sull’anamnesi oppure su esami del sangue o su un ecodoppler.

La casistica non è trascurabile: nel mondo, circa la metà dei maschi tra i 40 ed i 70 anni soffre di qualche forma di impotenza (parziale o totale) mentre in Italia la statistica si ferma al 10-15%.

Lavoro e impotenza: lo stress

Gli addetti ai lavori (nel senso, i dottori che studiano questi casi) dicono che l’impotenza sessuale sia gravata soprattutto da tre fattori: l’ansia, ladepressione e lo stress. Ora, non è difficile capire che i tre fattori siano strettamente collegati se si fa un lavoro troppo pressante e poco appagante. E che, quindi, ci siano dei lavori che, se non sono la causa principale, sì incidono almeno nella disfunzione erettile.

Proviamo a chiudere il cerchio in questo modo: che cosa provoca lo stress? Ci sono fattori come, ad esempio:

i lavori fisicamente usuranti;
gli orari di lavoro che iniziano troppo presto o finiscono troppo tardi in maniera continuativa;
i lavori che comportano una continua 
percezione di rischio;
i lavori a contatto con il pubblico in cui si deve sempre mantenere la calma ed essere il più possibile gentili anche quando l’atteggiamento

page2image1621952page2image1656688page2image1657312page2image1657520

dall’altra parte non è così cortese;

i lavori con bambini o ragazzini sui quali non è possibile scaricare frustrazioni o rabbia;
i lavori che non consentono un miglioramento della propria posizione (o quelli in cui ci si vede sorpassati dal solito ruffiano).

Sono situazioni che non sempre portano a vivere una serata di relax, in cui lasciarsi andare ed avere una risposta fisiologica adeguata. Ci siamo capiti.

Lavoro e impotenza: lo stress cronico

Lo stress, però, non è sempre uno stato passeggero. Esiste, infatti, lostress cronico che può essere provocato, per esempio, da un rapporto dilavoro problematico o da un’attività che richiede un impegno fisico epsichico eccessivo. In che modo influisce sulla vita sessuale e, in particolare, sull’impotenza?

Lo stress cronico aumenta un paio di ormoni «d’allarme», cioè l’adrenalina ed il cortisolo, che con il sesso non vanno per nulla d’accordo. Lo stato d’allerta, infatti, è controllato dal sistema neurovegetativo e di fronte ad una potenziale minaccia esterna, di cui lo stress è un forte segnale, tende ad escludere la sessualità per concentrarsi su ciò che ritiene più importante. Detto in altre parole: il nostro corpo non capisce se lo stress è dovuto ad una vera minaccia oppure ad altro, come ad esempio uneccessivo carico di lavoro o un’attività particolarmente logorante. Ed in questa situazione di disagio e di allarme permanente, l’ultima cosa che vuole è il sesso. Da qui può derivare per l’uomo l’impotenza.

Lavoro e impotenza: lo stato d’ansia

Simile allo stress, l’ansia che deriva dal lavoro può avere delle ripercussioni serie sulla vita sessuale. L’uomo in preda all’ansia non riesce a concentrarsi sulla propria eccitazione e, di conseguenza, fatica ad avere e a mantenere un’erezione. Questo perché si liberano nel sangue alte quantità di adrenalina che, come detto, è nemica del sesso.

page3image3749056page3image3749264

Ci sono dei lavori che possono generare impotenza?

L’abbiamo detto all’inizio: tutto è relativo. Alcuni lavori possono essere fisicamente o psicologicamente logoranti ma, se vissuti bene, non creare alcun tipo di stress o di ansia. Viceversa, attività teoricamente più tranquille ma svolte in un ambiente di tensione tra colleghi o poco appaganti, possono essere in grado di rovinare la vita a chiunque.

Non esiste, quindi, un lavoro che provochi automaticamente l’impotenza sessuale. Esiste, più probabilmente, un modo sbagliato di approcciarsi al lavoro, di vivere il lavoro, che può generare questo tipo di disturbo.

Il discorso cambia, invece, se parliamo di attività a contatto con delle sostanze che possono nuocere l’organismo o, comunque, provocare impotenza. Può correre questo rischio, come sostenuto dagli andrologi, l’uomo che lavora a contatto con piombo, amianto o cloruro di vinile, ma anche con insetticidi e con prodotti chimici che si trovano nei detersivi (l’alchifenolo), nei lubrificanti dei profilattici (il nonoxifenolo) e nelle otturazioni dentali (il bisfenolo).

fonte sanità ultime news

A tu per tu con Marco Rossi: la sessuologia nei tempi moderni

A tu per tu con Marco Rossi: la sessuologia nei tempi moderni

Incontrare un personaggio mediatico che si occupa di mente e comportamenti, è qualcosa di interessante dal punto di vista intellettivo. Se questa persona è poi il carismatico Marco Rossi, psichiatra e sessuologo, che (personalmente) ho visto per la prima volta a Febbraio 2001 in LoveLine su MTV con Camila Raznovic, la chiacchierata diventa interessante e produttiva.

Benvenuto al dottor Marco Rossi su La Gazzetta dello Spettacolo. Cosa è scattato in te, che ti ha spinto a diventare un sessuologo?

Grazie a voi. La scintilla è scattata tanto tempo fa, quando studiavo psichiatria e già al primo anno, ho iniziato pian piano a rendermi conto che le problematiche sessuali, avevano un grande peso dal punto di vista psicologico, nel dare origine a problematiche di ansia dei pazienti psichiatrici. Questa cosa mi ha iniziato ad incuriosire, fino a quando, mentre ero ufficiale medico sotto militare, un mio collega dell’Ospedale mi dice: “Guarda che a Bologna, c’è un corso di sessuologia (era l’anno 1991)“.

Da li a poco mi sono informato ed ho iniziato il corso che è durato 4 anni e da li... è nato il mio amore per questo lavoro: diciamo come una curiosità lavorativa!

page1image1694960

 

In un mondo “troppo social”, come vedi uomini e donne in rapporto alla seduzione oggi?

page2image3674592page2image3674800

In maniera concreta: è cambiato tutto... siamo diventati esseri

prevalentemente virtuali! Oggi la seduzione corre sul Web e sempre di più stiamo diventando una società dove l’essere umano esiste per la sua immagine e basta.

Questa è una cosa che prima esisteva solo per qualcuno, dei narcisisti o quelli che potevano accedere ai Media, il massimo era la televisione. Mentre oggi ognuno grazie(?) ai social ha una propria immagine da proporre. Da li parte il gioco della seduzione che è un gioco molto meno corporeo... meno interessante: prima sguardi e odori, oggi solo parole scritte!

E’ un handicap, nel senso che facilita l’inizio di un qualsiasi rapporto, della rottura del ghiaccio perché protetti da uno schermo. Ti faccio un esempio: vado in un locale, e non so perché le persone sono li e quindi mi devo guardare intorno per capire se qualcuno/a mi può essere affine e poi intraprendere una conoscenza. Se invece, come accade oggi, vado sul sitovuoitradiretuomarito.com (che sto inventando di sana pianta ora) è tutto molto più semplice, in quanto c’è già un target limitato a quella ricerca. Ma comunque resta che poi dalla virtualità (se vogliamo parlare di sessualità), ci deve essere il passaggio al reale e li casca l’asino per molti: li tornano tutte le difficoltà psicologiche e di rapporto delle persone.

Sei un uomo mediatico a tutti gli effetti: quanto c’è di sessualità intelligente nel mondo dello Spettacolo di oggi e quanto invece è usurata?

E’ sempre più usurata. La sessualità mediatica è sempre più trash. L’esempio è palese già nel come vengono proposte le argomentazioni sessuologiche sui Media.

Vediamo nuovamente il mondo della TV, che vive una fase di profonda crisi e trasformazione, ma resta che nell’argomento sessuologico non c’è stato più investimento. E’ più facile comprare programmi dall’Estero che non c’entrano con la cultura italiana (o sono adattati) e proporli senza un target preciso, piuttosto che investire in programmi educativi. E’ tutto trash e spesso si producono solo cose per fare audience facile. Purtroppo rimangono nelle sacche cose fatte abbastanza bene, ma questo “buono”,

page3image1610512page3image1622368

spesso resta per i pochi.

Mi viene in mente Sex Education, una serie di Netflix che ha come protagonista il figlio di una sessuologa... e checché se ne dica, non è vero che si tratta di una serie in cui si parla di sessualità dal punto di vista educativo, ma semplicemente della vita di un ragazzino, che a me risulta anche lontano dalle nostre culture.

Rimanendo all’audiovisivo, hai interpretato te stesso al cinema nel film “Come è bello far l’amore”. Quali sono i tuoi film preferiti?

Io ho una serie di film che preferisco. Quelli della mia vita sono C’era una volta in America, Alien, Matrix ed un film che è stato poco visto perché degli anni ’80 che era “Stati di alterazione progressiva”.

Mi è rimasto Video Drome del 1983 con James Woods. A me piace molto la fantascienza, però poi sono uno di quelli che diventa matto anche per i film di Shakespeare, Zeffirelli. Quello che c’è di nuovo e moderno è meno significativo.

E se parliamo di musica, cosa ascolta Marco Rossi?

Marco Rossi è un vecchio (ndr ride), quindi ascolta punk, il rock anni ’70,new wave anni ’80: i miei gruppi sono i Depesche Mode, Spandau Ballet. Se parliamo di italiano, del passato mi piaceva ben poco. La musica attuale invece mi fa ridere, trovo che tutto questo trap sia solo una grande operazione commerciale. L’idea forse è: “Dovremmo far usare la musica ai ragazzi: diamogli delle cose che fanno numeri“.

Tornando al lavoro e per chiudere questa piacevole chiacchierata: com’è la giornata tipo di un sessuologo?

E’ estremamente intensa. Io “saltello” su 5 studi tutta la settimana in diverse città e sono sempre in viaggio o in studio. Nei tempi morti, devo occuparmi degli aspetti più mediatici.

page4image1613632page4image1639632page4image1611344page4image1622368page4image1614464page4image1637136

Ho 2 rubriche settimanali su DiPiù e da quando esiste questo canale con

un target molto particolare legato ai grandi numeri c’è impegno. C’è un target così trasversale da questa grande idea di Sandro Mayer di parlare di sessualità in ogni casa: dalle nonne alle suore nel convento, fino alle mamme e ai figli che trovano il giornale sul tavolo. Ovviamente questo impegno necessita un adeguamento del linguaggio ed in passato, essendoci qualche critica è stato ad esempio sostituito il termine orgasmo con la parola “gioia”.

Oltre questo, devo occuparmi di conferenze, della mia rubrica SentiMano su Facebook (che nasce e vive volutamente senza post produzione) che tratta gli argomenti come se parlassi con un amico al bar. E a tal proposito, posso dire che ho pochi amici visto che ho poco tempo per frequentarli. Quindi ricapitolando direi che il 70% della giornata è per i pazienti ed il 30% per la comunicazione.

 

Grazie Marco Rossi per la tua disponibilità... Grazie a voi!

 

la gazzetta dello spettacolo

Pagina 3 di 358

Marco Rossi sui Social Network

 

facebook logo detail ios homescreen icon

unnamed pinterest-icon

 

Marco Rossi è Collaboratore di Psicologi Italia

label-psicologo

Marco Rossi è Presidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale

Marco Rossi e il Centro Medicina Sessuale

10177450 644754452262215 609929187 n

 

Marco Rossi su Run Radio

runradio

Mercoledì ore 10,55

Marco Rossi su Radio Deejay

Lunedì ore 23,30

in DeeSera

Impotenza

Istruzioni per l'uso

E' possibile scaricare l'applicazione gratuitamente su iTunes

Eiaculazione Precoce

Istruzioni per l'uso

E' possibile scaricare l'applicazione gratuitamente su iTunes

Cerca nel sito

Acquarelli Erotici

Realismo Idealista a Zagabria

 Acquarelli Erotici

Prossimi Incontri ed Eventi

Martedì 9 Aprile alle ore 18,30 presso il Castello di Padernello si terrà una "Aperitivo Afrodisiaco" dove il Dottor Marco Rossi sessuologo e psichiatra vi accompagnerà in una serata stuzzicante e accattivante indagando il rapporto nuovo e antico tra eros e cibo.

Per info cliccare Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per iscrizioni Castello di Padernello

Organizzazione Conferenze Incontri ed Eventi

ORGANIZZAZIONE CONFERENZE INCONTRI ED EVENTI
Il Dott. Marco Rossi ha una lunga esperienza nella organizzazione di eventi e nella partecipazione in qualità di relatore e/o moderatore a conferenze. Le tematiche trattate sono inerenti al singolo, alla coppia, a problematiche sociali e temi culturali riguardanti la sfera dei sentimenti e della sessualità senza mai tralasciare la componente psicologica.

Organizzazione Conferenze Incontri ed Eventi

Go to top