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Pubertà. Anche per i ragazzi, se è precoce dipende dalla madre

Uno studio condotto in Danimarca ha rilevato come, anche per i ragazzi, l’età dell’inizio della pubertà sia speculare a quella in cui le madri hanno vissuto questa fase della vita. Una pubertà precoce, però, può essere un fattore di rischio per alcune patologie 

23 NOV (Reuters Health) – Anche per i ragazzi, una pubertà precoce sarebbe determinata dall’età in cui questa fase della vita è cominciata per la madre, come ipotizzato da tempo per le ragazze. A evidenziarlo è uno studio guidato da Nis Brix, dell’Università di Aarhus, in Danimarca. I risultati della ricerca sono stati pubblicati da Human Reproduction

Lo studio 

I ricercatori hanno intervistato quasi 16mila giovani in Danimarca facendo loro domande sulla progressione della pubertà ogni sei mesi, a partire da quando avevano 11 anni e fino al raggiungimento della piena maturità a 18 anni. Il tema ha anche chiesto alle madri quando avevano avuto la prima mestruazione. 

Dai risultati è emerso che i figli nati da madri che avevano avuto una pubertà precoce avevano maggiori probabilità di andare incontro a sviluppo di peli pubici e facciali, a cambiamenti di voce ad acne e prima eiaculazione prima dei coetanei con madri entrate in pubertà più tardivamente. Lo stesso accadeva con le figlie, che sviluppavano il seno fino a sei mesi prima delle altre e avevano la prima mestruazione più precocemente. Un dato, quest’ultimo, in linea con i precedenti studi. 

I ragazzi che vanno incontro a pubertà precoce, però, da adulti potrebbero essere più bassi rispetto alla media, perché dopo un iniziale periodo di 

allungamento, le loro ossa possono smettere di crescere prima del tempo. Inoltre, la pubertà precoce sarebbe collegata a un aumento del rischio di obesità da adulti, tumore del seno e dei testicoli, diabete e malattie cardiovascolari, oltre che a problemi sociali ed emotivi e ad avere precoci esperienze sessuali. 

Secondo altri studi recenti, l’età della pubertà si sta sempre più abbassando, soprattutto fra le ragazze dei Paesi sviluppati. A contribuire a questa tendenza ci sarebbero fattori come dieta, obesità e uso di sostanze chimiche come gli interferenti endocrini, che mimano l’azione degli ormoni umani. 

Fonte: Human Reproduction 

 

Violenza sulle donne: dieci "no" da non dimenticare mai

 

Il 25 novembre si celebra, come ogni anno, la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne: una piaga sociale che non conosce fine. La violenza, peraltro, può essere un'azione in grado di provocaredanni e sofferenza, tanto fisica quanto psicologica, e continua purtroppo a rappresentare una delle maggiori violazioni dei diritti umani a livello mondiale. Nella maggior parte dei casi, poi, le

violenze avvengono tra le mura domestiche e i colpevoli sono proprio i partner. Ecco come cercare di prevenire comportamenti potenzialmente a rischio e capire quali sono i segnali da non sottovalutare prima che sia troppo tardi.

Ecco dunque dieci "NO" da tenere in cosiderazione per cercare diprevenire comportamenti pericolosi che possano essere messi in atto anche quando meno ce lo aspettiamo.

1 - No vuol dire no: saper dire “no” spesso non è facile, ma è necessario. Dire NO in modo chiaro e sereno serve a creare confini sani e privi di zone d'ombra. Essere troppo accondiscendente può indurre il partner a monopolizzarci e farci sentire in dovere di chiedere autorizzazioni e permessi. Fermezza, prima di tutto.

2 - No ai controlli: essere a conoscenza degli spostamenti è un conto, un controllo eccessivo dei nostri percorsi, delle telefonate e delle amicizie è tutt'altro. Mantenere autonomia e libertà è fondamentale.

3 - No all'isolamento: spesso il partner pericoloso cerca di isolarci forzatamente da famiglia e amici, mettendoli in cattiva luce e cercando di sradicarci dalle nostre consuetudini e allontanarci dagli affetti. Mai perdere i riferimenti, sono la nostra ancora di salvezza.

4 - No alla gelosia: un conto è essere innamorati, un conto è essere possessivi. Se un po' di gelosia non guasta, quando diventa insana e tormentosa allora è patologica. Se il nostro lui diventa geloso anche delle amiche, allora l'attenzione deve diventare massima. Mai sottovalutare certi comportamenti.

5 - No alle accuse continue: attenzione a essere colpevolizzata per tutto. Se qualunque cosa si faccia non va bene, se il partner ha da dire per tutto ed è sempre colpa nostra anche se fuori piove, ci sta usando violenza: scarica il suo stress e le sue frustrazioni su di noi per farcela pagare. Il senso del dovere ha un limite, sempre.

6 - No all'eccessivo risparmio: saper gestire l'economia domestica è un conto, il controllo ossessivo delle spese è ben altro. Se diventa un controllo della persona si tratta di oppressione economica e ha come risultato quello di renderci dipendenti in tutto e per tutto dal nostro lui e dal di lui portafoglio. Attenzione, perché da qui a non avere più nemmeno il controllo del cellulare per chiedere aiuto il passo è breve.

7 - No alla derisione senza motivo: un ossessivo e continuo denigrare quello che facciamo, il nostro aspetto, come ci vestiamo o come ci trucchiamo, diventando uno zimbello da prendere in giro ferocemente con gli amici e con gli estranei, è il sintomo che siamo vicine alla violenza. Se oltre alla denigrazione si accompagnano cambi di umore anche minacciosi e frequenti, il campanello d'allarme deve suonare senza tregua.

8 - No allo stalking: finalmente adesso è riconosciuto come reato: i comportamenti persecutori, come le telefonate anonime, i messaggini a

ogni ora del giorno e della notte, le infinite e-mail che intasano la casella di posta, i danni alle cose, la sorveglianza ossessiva sono configurati come stalking. Denunciare sempre e senza indugio è l'unica soluzione possibile: a volte non è servito, ma molte volte è stato invece risolutivo e ha restituito nuova vita e nuova dignità a molte di noi.

9 - No alle minacce: le intimidazioni verbali, che si tratti di insulti o minacce vere e proprie, come anche comportamenti violenti, tipo scagliare in giro per casa oggetti di ogni tipo, sono sempre un segnale forte e chiaro che non può essere frainteso. Se poi il partner arriva a mettere le mani addosso, dandoci spinte e strattoni, il passo verso schiaffi, pugni e calci è brevissimo. Chiedere aiuto subito è la miglior difesa che possiamo mettere in atto, non aspettiamo un solo secondo in più.

10 - No alle provocazioni: non cediamo al gioco del nostro lui, non diamogli modo di appigliarsi a qualsiasi pretesto per fare esplodere un litigio. Le provocazioni sono assolutamente strumentali e servono proprio a scatenare la violenza entro le mura domestiche. Se poi il casus belli sono i figli, prestiamo attenzione ancora maggiore: il partner violento sa bene che la prole è quanto di più caro abbiamo e vorrà colpirci proprio lì dove fa più male.

fonte tgcom

Sapiosexual, quando a fare sesso è il cervello del partner

Che cosa significa essere sapiosessuale? Chi sono le persone amate dai sapiosessuali? Ma soprattutto si tratta di un orientamento o di una scelta? E quali sono le ragioni di un probabile coming out più diffuso oggi rispetto a ieri – dato che nascono o proliferano app di incontri dedicate in tal senso? Proveremo a rispondere a queste domande che tuttavia hanno una radice ben precisa: è il nostro cervello la più vasta zona erogena. E quando viene stimolato intellettualmente, il tutto può essere spostato anche e soprattutto sul lato fisico. 

Sapiosessuale, definizione e significato 

«Sapiosessuale» è un termine che unisce sapio- (dal latino conoscere) e - sessuale. I sapiosessuali infatti provano attrazione o si innamorano di persone dotate di intelligenza o cultura. In altre parole, ci si avvicina, dal punto di vista sessuale o affettivo alle persone che hanno un quoziente intellettivo sopra la media – la media è tra 95 e 110 – oppure che hanno conseguito vari titoli di studio o sono esperti in qualche materia 

 

creativa o intellettuale. 

Sapiosessuali: fattori di attrazione e studi 

Come riporta Fanpage, esiste uno studio australiano che mira a scoprire i sapiosessuali, partendo però da un passo precedente: qual è il fattore della personalità o in genere della persona che scatena l’attrazione da parte di qualcun altro? 383 tra uomini e donne, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, hanno risposto a un questionario ed è emerso che la prima cosa da cui si è attratti è la gentilezza, mentre la seconda è l’intelligenza. Il resto è quindi di secondaria importanza. Esiste però un quoziente intellettivo ideale: 120 punti, al di sotto ci si avvicina alla norma, mentre se si è troppo intelligenti si rischia di essere meno attraenti agli occhi degli altri, sapiosessuali compresi. Che dovrebbero esseretra l’1 e l’8% della popolazione mondiale, indipendentemente dal quoziente intellettivo personale. In altre parole, un sapiosessuale non deve essere necessariamente intelligente o viceversa. 

Molti studi – spiega l’autore della ricerca Gilles Gignac, che è stato smentito dai suoi stessi risultati – hanno dimostrato che l’intelligenza è tra le caratteristiche più importanti nella scelta di un partner, ma dubitavo che le persone potessero cercare partner particolarmente intelligenti. 

Sapiosessuale, orientamento o scelta? 

È una bella domanda da un milione di dollari. Quel che è certo è che ci sono piattaforme o app di incontri, come OkCupid, come spiega Vice, che hanno incluso la sapiosessualità tra gli orientamenti sessuali che la scienza dà per assodati, come l’asessualità o l’omosessualità per esempio. In altre parole, secondo molti non si tratta di una scelta ma di un vero e proprio orientamento innato. 

C’è un fatto: tra gli adulti essere intelligenti o culturalmente preparati ha un valore maggiore rispetto a quando si è ragazzi. A quante di noi al liceo è stato detto «secchiona» e siamo state evitate come la peste dai nostri coetanei? Magari la situazione non è al limite come nei teen drama statunitensi, ma sarà accaduto a tante. Oggi la percezione è un po’ diversa. Il fatto che l’essere un nerd sia diventato di moda – grazie a delle serie televisive sull’argomento come The Big Bang Theory o dal contenuto tradizionalmente nerd come Game of Thrones – ha cambiato un po’ le prospettive. Sheldon Cooper è sexy, Tyrion Lannister è sexy. Lo è anche Jon Snow, ma quella è un po’ un’altra storia. 

Quando si tratta di identificare i tratti che percepiscono come fondamentali in un potenziale partner – dice Lora Adair, che insegna psicologia evolutiva al Lyon College e riconosce la stessa tendenza negli animali – uomini e donne di 

orientamenti sessuali diversi tendono a dare più valore all’intelligenza e alla dolcezza rispetto all’attrazione fisica o sessuale. 

 

fonte rabodadonne.it

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Marco Rossi è Collaboratore di Psicologi Italia

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Il Dott. Marco Rossi ha una lunga esperienza nella organizzazione di eventi e nella partecipazione in qualità di relatore e/o moderatore a conferenze. Le tematiche trattate sono inerenti al singolo, alla coppia, a problematiche sociali e temi culturali riguardanti la sfera dei sentimenti e della sessualità senza mai tralasciare la componente psicologica.

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