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Gravidanza e depressione. Il binomio delle mamme di oggi

Rispetto alle generazioni precedenti, le donne in gravidanza di oggi sono maggiormente esposte alla depressione. Tra i fattori che favoriscono questa condizione, le pressioni lavorative, quelle finanziarie e l’elevato confronto sociale provocato dai social media

16 LUG (Reuters Health) – Le mamme di oggi hanno una maggiore probabilità di sviluppare depressione rispetto a quelle delle generazioni precedenti. A evidenziarlo è uno studio coordinato da Rebecca Pearson, dell’Università di Bristol, nel Regno Unito, secondo la quale lo stress del mondo moderno sarebbe alla base di questo aumento dell’incidenza di depressione.

Lo studio

I ricercatori hanno confrontato 2.390 donne che hanno avuto bambini all’inizio degli anni Novanta e 180 donne della generazione successiva, che erano figlie del gruppo iniziale o partner di figli del gruppo iniziale. L’età media di entrambe la serie di donne era di circa 22 o 23 anni. Tra la generazione più anziana, 408, pari al 17%, hanno fatto registrare punteggi elevati nei test di screening rispetto a 45, pari al 25%, della generazione attuale. Le figlie di donne che avevano depressione durante la gravidanza, inoltre, presentavano un rischio tre volte più elevato di sviluppare depressione prenatale rispetto alle donne le cui madri non avevano sofferto di depressione durante la gravidanza.

Le ipotesi

Tra i fattori che favorirebbero la depressione, secondo Pearson, ci sono “il lavoro, che esercita pressioni sulle giovani donne per destreggiarsi tra famiglia e carriera, social media e internet, che aumentano il confronto

sociale e il sovraccarico di informazioni, le pressioni finanziarie”.

“Nell’ultimo decennio c’è stato un cambio di paradigma nel riconoscere che i sintomi della depressione psot partum compaiono prima che il bambino nasca”, osserva Priya Gopalan del Magee-Womens Hospital dell’Università di Pittsburgh, non coinvolto nello studio. “Quella che tradizionalmente chiamiamo depressione post partum in realtà inizia nel terzo trimestre”, precisa Gopalan, il quale, insieme ad altri esperti, raccomanda che le donne che sviluppano depressione in gravidanza ricevano un trattamento, anche farmacologico, per proteggere sia la loro salute, sia quella dei loro bambini.

 

fonte quotidiano sanità

Gravidanza e depressione. Il binomio delle mamme di oggi

Rispetto alle generazioni precedenti, le donne in gravidanza di oggi sono maggiormente esposte alla depressione. Tra i fattori che favoriscono questa condizione, le pressioni lavorative, quelle finanziarie e l’elevato confronto sociale provocato dai social media

16 LUG (Reuters Health) – Le mamme di oggi hanno una maggiore probabilità di sviluppare depressione rispetto a quelle delle generazioni precedenti. A evidenziarlo è uno studio coordinato da Rebecca Pearson, dell’Università di Bristol, nel Regno Unito, secondo la quale lo stress del mondo moderno sarebbe alla base di questo aumento dell’incidenza di depressione.

Lo studio

I ricercatori hanno confrontato 2.390 donne che hanno avuto bambini all’inizio degli anni Novanta e 180 donne della generazione successiva, che erano figlie del gruppo iniziale o partner di figli del gruppo iniziale. L’età media di entrambe la serie di donne era di circa 22 o 23 anni. Tra la generazione più anziana, 408, pari al 17%, hanno fatto registrare punteggi elevati nei test di screening rispetto a 45, pari al 25%, della generazione attuale. Le figlie di donne che avevano depressione durante la gravidanza, inoltre, presentavano un rischio tre volte più elevato di sviluppare depressione prenatale rispetto alle donne le cui madri non avevano sofferto di depressione durante la gravidanza.

Le ipotesi

Tra i fattori che favorirebbero la depressione, secondo Pearson, ci sono “il lavoro, che esercita pressioni sulle giovani donne per destreggiarsi tra famiglia e carriera, social media e internet, che aumentano il confronto

sociale e il sovraccarico di informazioni, le pressioni finanziarie”.

“Nell’ultimo decennio c’è stato un cambio di paradigma nel riconoscere che i sintomi della depressione psot partum compaiono prima che il bambino nasca”, osserva Priya Gopalan del Magee-Womens Hospital dell’Università di Pittsburgh, non coinvolto nello studio. “Quella che tradizionalmente chiamiamo depressione post partum in realtà inizia nel terzo trimestre”, precisa Gopalan, il quale, insieme ad altri esperti, raccomanda che le donne che sviluppano depressione in gravidanza ricevano un trattamento, anche farmacologico, per proteggere sia la loro salute, sia quella dei loro bambini.

 

fonte quotidiano sanità

Malattie cardiache, quando il sesso fa bene al cuore

 attività

Secondo una recente ricerca il sesso fa bene al cuore e protegge l'organismo dalle malattie cardiovascolari

17 luglio 2018 -

Il sesso fa bene al cuore ed è la migliore medicina contro le malattie

cardiache.

L’attività sessuale infatti ha moltissimi effetti benefici sul muscolo cardiaco, come dimostra una recente ricerca diffusa dai medici della Federazione francese di Cardiologia, secondo cui l’attività sessuale sarebbe un elisir di lunga vita. Si tratta solo dell’ennesima ricerca che mette in luce il potere positivo del sesso sul nostro organismo.

“I benefici di un’attività sessuale regolare sono molteplici – ha spiegato François Carré, cardiologo presso l’ospedale universitario di Rennes -. Un rapporto sessuale infatti comporta uno sforzo fisico moderato paragonabile a 20 passi di una camminata a ritmo sostenuto e, come ogni attività fisica, aiuta a rinforzare il miocardio, vale a dire il muscolo cardiaco, e permette di eliminare le tossine dell’organismo”.

Secondo alcune credenze popolari infatti il sesso metterebbe a rischio la salute cardiovascolare, in realtà l’attività sotto le lenzuola fa

bene. “L’attività sessuale – ha spiegato Claire Mounier-

Vehier, presidente della Federazione francese dei cardiologi e medico presso l’ospedale universitario di Lille – è un elemento importante della qualità della vita, anche nel paziente cardiaco o vascolare, e nel suo partner. Mantenere o riprendere la vita sessuale dopo un attacco di cuore è infatti importante per la coppia, perché agisce sia sul fisico che sul morale”.

 La ricerca ha messo in luce anche altri aspetti molto importanti. Secondo i

cardiologi molti disturbi sessuali potrebbero rivelare problemi cardiovascolari latenti. Non a caso la mancata erezione, in base allo studio, precede di circa 5 anni la comparsa di episodi cardiovascolari acuti, come un infarto. Infine la disfunzione erettile negli uomini aumenterebbe del 25% il rischio di sviluppare in futuro una malattia cardiovascolare. La raccomandazione dunque è sempre quella di consultare un medico in caso di problemi nella sessualità, ma soprattutto di sfruttare il potere del sesso come elisir di lunga vita per proteggere il cuore e sentirsi bene.

fonte DiLei

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Marco Rossi è Collaboratore di Psicologi Italia

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Marco Rossi è Presidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale

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Martedì 9 Maggio,  presso l’elegantissimo Chervò Golf Hotel spa & resort San Vigilio in località Pozzolengo  (a 5  min dall’uscita autostrada di Sirmione , BS), il Dott. Rossi terrà un incontro, con apericena, dal titolo EROS SENZA TABU' UN PERCORSO VERSO IL PIACERE. L'incontro, realizzato in collaborazione con La Chiave di Gaiasi pone come obiettivo quello di stimolare, interagire, incuriosire, informare ed arricchire la conoscenza verso l’argomento Eros senza Tabù . Per info e iscrizioni seguite questo link

 

 

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Il Dott. Marco Rossi ha una lunga esperienza nella organizzazione di eventi e nella partecipazione in qualità di relatore e/o moderatore a conferenze. Le tematiche trattate sono inerenti al singolo, alla coppia, a problematiche sociali e temi culturali riguardanti la sfera dei sentimenti e della sessualità senza mai tralasciare la componente psicologica.

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