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Dieta grassa e colesterolo alto: aumenta rischio tumore prostata

Dieta grassa e colesterolo alto: aumenta rischio tumore prostata
I consigli della Siu

Iperplasia benigna che si trasforma in tumore. E’ questa una delle cause che derivano da una dieta ricca di grassi, dal colesterolo alto e dai problemi alla prostata. Lo spiegano gli esperti della Siu, Società Italiana di urologia. E lo fanno prendendo spunto da due studi internazionali.

Il primo, pubblicato sulla rivista "Prostate", ha preso in esame circa 36 mila uomini tra 40 e 99 anni, di cui quasi 9 mila con colesterolo alto, per un periodo compreso tra uno e 14 anni: è emerso che coloro che avevano una propensione a mantenere o sviluppare livelli di colesterolo alto, 'supportati' anche da una dieta ricca di grassi, avevano quasi il 25% di probabilità in più di incorrere in un ingrossamento della prostata.Il secondo, pubblicato sulla rivista "Oncotarget", ha analizzato invece 767 uomini con una neoplasia della prostata, evidenziando che il colesterolo alto era correlato a una incidenza superiore al 37% per lo sviluppo del

tumore. Da ciò gli esperti della Siu invitano chi soffre già di qualche problema di prostata e non solo ad avviare un’alimentazione sana e povera di grassi incrementando invece legumi, cereali, pesce e carne rossa o bianca purché magra. Gli urologi inoltre consigliano di consumare pomodori cotti, ricchi di licopene, broccoli, frutta secca e bevande senza zuccheri, come il tè verde.

Gravidanza e depressione. Il binomio delle mamme di oggi

Rispetto alle generazioni precedenti, le donne in gravidanza di oggi sono maggiormente esposte alla depressione. Tra i fattori che favoriscono questa condizione, le pressioni lavorative, quelle finanziarie e l’elevato confronto sociale provocato dai social media

16 LUG (Reuters Health) – Le mamme di oggi hanno una maggiore probabilità di sviluppare depressione rispetto a quelle delle generazioni precedenti. A evidenziarlo è uno studio coordinato da Rebecca Pearson, dell’Università di Bristol, nel Regno Unito, secondo la quale lo stress del mondo moderno sarebbe alla base di questo aumento dell’incidenza di depressione.

Lo studio

I ricercatori hanno confrontato 2.390 donne che hanno avuto bambini all’inizio degli anni Novanta e 180 donne della generazione successiva, che erano figlie del gruppo iniziale o partner di figli del gruppo iniziale. L’età media di entrambe la serie di donne era di circa 22 o 23 anni. Tra la generazione più anziana, 408, pari al 17%, hanno fatto registrare punteggi elevati nei test di screening rispetto a 45, pari al 25%, della generazione attuale. Le figlie di donne che avevano depressione durante la gravidanza, inoltre, presentavano un rischio tre volte più elevato di sviluppare depressione prenatale rispetto alle donne le cui madri non avevano sofferto di depressione durante la gravidanza.

Le ipotesi

Tra i fattori che favorirebbero la depressione, secondo Pearson, ci sono “il lavoro, che esercita pressioni sulle giovani donne per destreggiarsi tra famiglia e carriera, social media e internet, che aumentano il confronto

sociale e il sovraccarico di informazioni, le pressioni finanziarie”.

“Nell’ultimo decennio c’è stato un cambio di paradigma nel riconoscere che i sintomi della depressione psot partum compaiono prima che il bambino nasca”, osserva Priya Gopalan del Magee-Womens Hospital dell’Università di Pittsburgh, non coinvolto nello studio. “Quella che tradizionalmente chiamiamo depressione post partum in realtà inizia nel terzo trimestre”, precisa Gopalan, il quale, insieme ad altri esperti, raccomanda che le donne che sviluppano depressione in gravidanza ricevano un trattamento, anche farmacologico, per proteggere sia la loro salute, sia quella dei loro bambini.

 

fonte quotidiano sanità

Gravidanza e depressione. Il binomio delle mamme di oggi

Rispetto alle generazioni precedenti, le donne in gravidanza di oggi sono maggiormente esposte alla depressione. Tra i fattori che favoriscono questa condizione, le pressioni lavorative, quelle finanziarie e l’elevato confronto sociale provocato dai social media

16 LUG (Reuters Health) – Le mamme di oggi hanno una maggiore probabilità di sviluppare depressione rispetto a quelle delle generazioni precedenti. A evidenziarlo è uno studio coordinato da Rebecca Pearson, dell’Università di Bristol, nel Regno Unito, secondo la quale lo stress del mondo moderno sarebbe alla base di questo aumento dell’incidenza di depressione.

Lo studio

I ricercatori hanno confrontato 2.390 donne che hanno avuto bambini all’inizio degli anni Novanta e 180 donne della generazione successiva, che erano figlie del gruppo iniziale o partner di figli del gruppo iniziale. L’età media di entrambe la serie di donne era di circa 22 o 23 anni. Tra la generazione più anziana, 408, pari al 17%, hanno fatto registrare punteggi elevati nei test di screening rispetto a 45, pari al 25%, della generazione attuale. Le figlie di donne che avevano depressione durante la gravidanza, inoltre, presentavano un rischio tre volte più elevato di sviluppare depressione prenatale rispetto alle donne le cui madri non avevano sofferto di depressione durante la gravidanza.

Le ipotesi

Tra i fattori che favorirebbero la depressione, secondo Pearson, ci sono “il lavoro, che esercita pressioni sulle giovani donne per destreggiarsi tra famiglia e carriera, social media e internet, che aumentano il confronto

sociale e il sovraccarico di informazioni, le pressioni finanziarie”.

“Nell’ultimo decennio c’è stato un cambio di paradigma nel riconoscere che i sintomi della depressione psot partum compaiono prima che il bambino nasca”, osserva Priya Gopalan del Magee-Womens Hospital dell’Università di Pittsburgh, non coinvolto nello studio. “Quella che tradizionalmente chiamiamo depressione post partum in realtà inizia nel terzo trimestre”, precisa Gopalan, il quale, insieme ad altri esperti, raccomanda che le donne che sviluppano depressione in gravidanza ricevano un trattamento, anche farmacologico, per proteggere sia la loro salute, sia quella dei loro bambini.

 

fonte quotidiano sanità

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Il Dott. Marco Rossi ha una lunga esperienza nella organizzazione di eventi e nella partecipazione in qualità di relatore e/o moderatore a conferenze. Le tematiche trattate sono inerenti al singolo, alla coppia, a problematiche sociali e temi culturali riguardanti la sfera dei sentimenti e della sessualità senza mai tralasciare la componente psicologica.

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