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Adolescenti precoci e promiscui

Nonostante le campagne di prevenzione, l’impegno della scuola, i consigli dei genitori, gli adolescenti continuano a considerare il sesso in modo superficiale. Appena avranno la maturità alle spalle, si getteranno nelle ultime vacanze estive lunghe e spensierate della loro vita. Senza badare troppo (o in certi casi senza badarci affatto) ai rischi che si corrono quando si affronta il sesso alla leggera.

Ragazzi italiani, precoci e promiscui

La fotografia dell’approccio inconsapevole al sesso da parte dei maturandi in questa estate arriva da un sondaggio realizzato dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo). I risultati? Sconfortanti. Un esempio su tutti: solo un ragazzo su tre porterà contraccettivi in vacanza, sebbene il 64% creda che nel corso delle ferie vivrà un´avventura.

Secondo l’indagine, “I ragazzi italiani sono precoci e promiscui: il 32% inizia l´attività sessuale prima dei 15 anni, nella metà dei casi d’estate. Il 42% ha già avuto da 2 a 5 partner, il 10% da 6 a 10 e il 9% più di 10. Un´esigua minoranza (12%) utilizza abitualmente la doppia protezione (pillola più preservativo). Una teenager su 4 ha fatto ricorso almeno una volta alla contraccezione di emergenza”.

Secondo la Sigo, l´Italia è uno fra i Paesi europei dove si utilizzano meno contraccettivi: la pillola è scelta solo dal 16,3% delle donne e nel 2010 si sono vendute appena 94.824.000 confezioni di preservativi, il minimo storico. E ancora: "In Puglia la pillola è utilizzata solo dal 9,1% delle donne, il dato più scarso dopo Molise, Campania, Basilicata e Calabria".

I rischi

Le conseguenze di tanta leggerezza? A settembre negli ambulatori si verifica un notevole aumento di accessi (+30%) per tentare di risolveresituazioni di crisi che si sono determinate nei mesi precedenti.

“Non si può mandare in ferie il cervello”, commenta Herbert Valensise, segretario nazionale Sigo, “le minorenni sono responsabili da sole del 3,4% di tutte le interruzioni volontarie di gravidanza e 3 volte su 4 chi contrae un´infezione a causa di rapporti non protetti è un giovane tra i 15 e i 24 anni". 

Che cosa vuol dire innamorarsi

Che cosa vuole dire innamorarsi?

C’è sempre qualcosa di sfuggente e indefinibile nell’amore, sul perché nasce, finisce o dura. Cosa ci vuole quindi per innamorarsi? Molto poco. E non ha che fare con la persona in questione ma con noi stessi. Con la nostra disponibilità a cambiare, lasciarci andare, partire, osare, rischiare

Di amore si scrive molto. Miti, leggende, poesie, canzoni, storie, manuali, pozioni, studi ce lo presentano in modo diverso. Forse però solo gli artisti, gli scrittori, i poeti sanno raccontarlo veramente. Perché dal punto di vista scientifico, pur esistendo numerose teorie, ancora non si è riusciti a saperne molto.

Le nuove scoperte nel campo della scienza delle relazioni tentano di spiegare i meccanismi che sottendono questa tensione al fine di impadronirsi del controllo della nostra vita amorosa, individuare, perché no, tecniche per costruire e rafforzare questo tipo di affetto. Ma c’è sempre qualcosa di sfuggente e indefinibile nell’amore, sul perché nasce, finisce o dura.

L’innamoramento resta un’esperienza unica e sconvolgente, fortunatamente ripetibile, quasi una follia, una scoperta, un evento esplosivo, straordinario che trasforma tutto il nostro il mondo. Una carica, una maturazione, una motivazione. 

Dal punto di vista del vissuto, innamorarsi vuol dire ritrovarsi coinvolti, eccitati e preoccupati per qualcun altro. Desiderosi di averlo vicino, di toccarlo, di ascoltarlo, un’attrazione che di solito coinvolge anche aspetti sessuali. Un desiderio di condividere con questa persona emozioni, esperienze, pensieri, piccole cose. Diventare intimi. Una follia quasi. Un magnetismo che ci indirizza verso una persona che diventa la Persona. Una malattia alle volte, una fissazione della quale non riusciamo a liberarci. Passione, gelosia, sogni, possono rendere la vita meravigliosa oppure complicata e infelice.

Siamo attratti da qualcuno che non è visto per quello che è realmente ma è un’immagine, una proiezione che trascende gli aspetti esteriori. Secondo alcune teorie l’innamoramento si riconduce ad esperienze del passato, alle prime relazioni, parte di lì ma è da considerarsi anche movimento in avanti, un’energia che ci evolve.

Anche se non c’è niente che distingue un adolescente da un adulto o un anziano innamorati, l’amore è preso sul serio solo quando coinvolge adulti in età fertile, altrimenti appare fuori luogo, ridicolo o banale. 

Spesso pensiamo che il nostro amore sia speciale e che durerà per sempre, anche se sappiamo che non è possibile. In effetti la passione romantica dura solo qualche anno, se va bene. Se il rapporto dura il sentimento matura in qualcosa di altrettanto importante ma sicuramente meno eccitante. 

Siamo un giorno disperatamente innamorati di una persona e mesi dopo lo siamo per un’altra. Spesso ci sembra impossibile ritrovare i motivi dell’amore precedente. E a volte quella persona ci disgusta. Ma come abbiamo potuto amarla? Si tende a minimizzare la passione passata, la neghiamo, è “vera” solo quella attuale. 

Abbiamo pensieri autodistruttivi in caso di rifiuto, abbandono, e ci ritroviamo pieni di slancio e di vita poco dopo, quando ci innamoriamo di nuovo. Perché innamorarsi ci dà vita, movimento, energie inaspettate.

Ci si innamora in modo rapido, improvviso a volte. Si parla di amore a prima vista. In inglese si definisce cadere in amore (fall in love) proprio perché è un po’ come precipitare, sprofondare, perdere il controllo. Spesso succede nel momento sbagliato – si dice – o verso la persona sbagliata. Ma niente è volontario nell’amore. E niente è per caso, o forse c’è anche un pò di questo nelle trame dell’amore.

Alcune persone si innamorano continuamente, altre sostengono che si possono avere numerose relazioni ma solo un amore. Oppure succede di legarsi, in modo diverso, a più persone contemporaneamente. Forse solo uno è “vero” amore, forse l’amore ha più volti. Sicuramente in una vita intensa, lunga e densa di esperienze è difficile che ci sia un unico amore.

A volte qualcuno ci entra in testa, non si sa perché, capita addirittura con sconosciuti. Storie senza sostanza, fondate sul nulla. Eppure così vive dentro di noi. Ma innamorarsi non vuol dire avere una relazione. Significa muovere un sentimento dentro di sé. Così come succede quando una ragazzina si innamora del suo divo preferito. Il suo sentimento è considerato di poco conto, eppure ha la forza di un amore, anche se non può concretizzarsi e durare. 

È possibile innamorarsi di una foto, di un’immagine. Non è raro che succeda sui social network. Sono sentimenti anche questi. Può succedere di innamorarsi di una persona molto lontana da noi come modo di essere. Perché innamorarsi è inaspettato e fuori da ogni logica. “A me non può accadere” si dice a volte e invece può, perché alla fine non ci conosciamo così bene come crediamo.

Cosa ci vuole quindi per innamorarsi? Molto poco. E non ha che fare con la persona amata ma con noi stessi. Con la nostra disponibilità a cambiare, lasciarci andare, partire, osare, rischiare. Con le nostre energie interiori, pronte ad iniziare di nuovo. Con la nostra creatività e capacità di lasciarci alle spalle esperienze sfruttate, dalle quali non sappiamo più prendere niente. Con la nostra possibilità di rinascere fonte sesso & amore

Sesso con robots nel 2025

 I robot potrebbero presto fare il loro ingresso nelle nostre camere da letto. E infilarsi sotto le lenzuola molto prima di quanto non si potrebbe immaginare.
Fare sesso con un automa sarebbe destinato a diventare addirittura un «luogo comune», secondo il recente report statunitense del Pew Research Center intitolato Ai, Robotics and the Future of Jobs.
Il ricercatore Stowe Boyd ha infatti scritto che entro il 2025 i «partner sessuali robotizzati saranno all'ordine del giorno», anche se, con ogni probabilità, verranno considerati una «fonte di scherno».
INTERVISTE A 1.900 ESPERTI. Ma gli androidi potrebbero presto sostituirci anche in altre faccende 'comuni'.
Nel report, infatti, sono contenute 1.900 interviste a esperti del settore e il 48% dei loro è convinto che i robot sostituiranno operai e impiegati entro poco più di 10 anni. C'è da dire che il 52%, quindi la maggioranza degli studiosi interpellati, ritiene che la tecnologia abbia bisogno di più tempo per ottenere questi risultati.
SEXBOT: UN INGLESE SU CINQUE CI STAREBBE. Tornando agli automi da camera da letto, Boyd non è stato il primo a ipotizzare che un giorno il sesso con i robot potrebbe affiancare o addirittura sostituire i rapporti con un partner in carne e ossa.
Del resto, a maggio 2014, un sondaggio effettuato nel Regno Unito ha concluso che un intervistato su cinque ci 'proverebbe' volentieri, con un sexbot.
Al momento, però, un simile automa non è stato ancora costruito.

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Marco Rossi è Collaboratore di Psicologi Italia

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Marco Rossi è Presidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale

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Il Dott. Marco Rossi ha una lunga esperienza nella organizzazione di eventi e nella partecipazione in qualità di relatore e/o moderatore a conferenze. Le tematiche trattate sono inerenti al singolo, alla coppia, a problematiche sociali e temi culturali riguardanti la sfera dei sentimenti e della sessualità senza mai tralasciare la componente psicologica.

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