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Sesso con robots nel 2025

 I robot potrebbero presto fare il loro ingresso nelle nostre camere da letto. E infilarsi sotto le lenzuola molto prima di quanto non si potrebbe immaginare.
Fare sesso con un automa sarebbe destinato a diventare addirittura un «luogo comune», secondo il recente report statunitense del Pew Research Center intitolato Ai, Robotics and the Future of Jobs.
Il ricercatore Stowe Boyd ha infatti scritto che entro il 2025 i «partner sessuali robotizzati saranno all'ordine del giorno», anche se, con ogni probabilità, verranno considerati una «fonte di scherno».
INTERVISTE A 1.900 ESPERTI. Ma gli androidi potrebbero presto sostituirci anche in altre faccende 'comuni'.
Nel report, infatti, sono contenute 1.900 interviste a esperti del settore e il 48% dei loro è convinto che i robot sostituiranno operai e impiegati entro poco più di 10 anni. C'è da dire che il 52%, quindi la maggioranza degli studiosi interpellati, ritiene che la tecnologia abbia bisogno di più tempo per ottenere questi risultati.
SEXBOT: UN INGLESE SU CINQUE CI STAREBBE. Tornando agli automi da camera da letto, Boyd non è stato il primo a ipotizzare che un giorno il sesso con i robot potrebbe affiancare o addirittura sostituire i rapporti con un partner in carne e ossa.
Del resto, a maggio 2014, un sondaggio effettuato nel Regno Unito ha concluso che un intervistato su cinque ci 'proverebbe' volentieri, con un sexbot.
Al momento, però, un simile automa non è stato ancora costruito.

Sesso 2.0 i segreti da non perdere

Cameron Diaz in "Sex Tape", chiacchieratissima pellicola in uscita in Italia l’11 settembre, in cui l'attrice appare senza veli

Sesso e tecnologia. L'abbinamento più discusso. Per qualcuno è la morte dell'eros, sinonimo di solitarie sedute davanti al computer. Per altri è invece una fonte inesauribile di divertimento, che può arricchire la vita di coppia in maniera creativa e divertente. Perché ci sono infiniti modi in cui l'hi tech si può intrufolare sotto le lenzuola: dai sex toy wireless per le storie a distanza al sito per crearsi oggetti erotici fai da te, passando per ebook, app e consigli di prevenzione. Tutto grazie al web: ecco i dieci "segreti" da non perdere.

1. Per cominciare c'è un'azienda, “OhMiBod” , nata apposta per creare “sex toys wireless”. Come “Club Vibe”, il vibratore a forma di ovetto che rilascia le vibrazioni corrispondenti alla musica che si ascolta o alla voce del proprio partner. Oppure “BlueMotion”, vibratore controllato dal Wi-Fi della smartphone app, che permettere condivisione del piacere alle coppie a distanza.

2. Il mondo delle app per incontri amorosi. Le più utilizzate sono "Tinder" e "Badoo", ma ci sono anche "How About We" (sito e app nati per condividere esperienze vere), "Okcupid" (mobile app legata all’omonimo network di incontri online che accoppia partner con un sistema di matchmaking), "Linkedup" (costola della nota rete professionale per connettere potenziali partner scelti per settore di lavoro e competenze).

3. Incontri al buio... in tre. Se "Tinder" è nata come app per scegliere i compagni di sesso a distanza, a seconda delle preferenze, ora arriva una nuova app che serve a scegliere i compagni del ménage à trois. Si chiama  "3nder" ed è pensata apposta per scambisti e curiosoni. 

4. Incontri gay: ci sono app dedicate a omosessuali, bisessuali o persone 'sessualmente curiose' come "Grindr" o "Bender".

5. L'ultratrasgressione è su WhatsappAffaritaliani.it ha tolto il velo alla "centrale operativa" della trasgressione romana. Se la privacy sui social network è troppo a rischio, ecco un gruppo che viaggia solo sui telefonini: accesso su invito solo per coppie e ragazze single.

6. Sex-fit, il “giocattolo” che condivide sui social le prestazioni sessuali. Un nuovo sex toy, a prima vista un normale anello erotico, dotato di tecnologia bluetooth, che comunica dati netti e precisi (tra cui i minuti di attività, il numero di calorie consumate e la frequenza di penetrazione) a un’applicazione apposita che permette di condividere anche sui social network i propri record sessuali.

7. Contraccezione "2.0" sul web. Richiedere un consiglio all'esperto. Aprire un dibattito. Scaricare video, immagini e interviste. Leggere i messaggi postati sulla bacheca. Tutto questo con un semplice click e in modalita' 2.0. A patto che, ovviamente, il tema sia la preenzione in campo sessuale. E' questo lo scopo della fan page, appena nata su Facebook, della Società Italiana della Contraccezione (Sic). L'iniziativa vede coinvolti esperti ginecologi che saranno a disposizione per rispondere ai quesiti degli italiani e per dissiparne le perplessità.

fallo felice
 

8. Ebook "Fallo Felice. Da donna a donna: tecniche esplicite per farlo impazzire di piacere e non perdersi nulla" (ed. Biglia Blu). E' disponibile anche in versione digitale il manuale erotico di Linda Lou Paget, la 'sacerdotessa del sesso'. Sfatando il pregiudizio secondo cui non si può essere amanti sopraffine e al tempo stesso fidanzate, mogli o madri di famiglia, l'autrice mette a disposizione i frutti di anni di seminari, in cui centinaia di donne si sono scambiate esperienze e consigli. Per migliorare la propria vita sessuale, l’armonia di coppia e il rapporto con se stessi. Pubblicato negli Usa nel 1999, in Italia esce nel 2000 dall’editore Pratiche del gruppo il Saggiatore e nel 2010 da Marco Tropea Editore. Ha venduto oltre 150.000 copie. Linda Lou Paget, educatrice sessuale, dirige da anni cicli di seminari, partecipa alle campagne della GAAD (Gay e Lesbian Alliance Against Defamation) contro ogni forma di omofobia e tiene rubriche di consigli in materia sessuale su diverse riviste, tra cui Glamour, Cosmopolitan e Playboy.

9. Dildo Generator. Nato dall'idea di un programmatore berlinese, è un sito sul quale ci si può sbizzarrire a costruire un giocattolo erotico fai-da-te che verrà poi stampato con tecnologia 3d.

10. Falloxme. Un kit con materiali siliconici, da comprare online sull'omonimo sito, che consente di realizzare in pochi minuti un fedelissimo calco del pene e poi, grazie all’impasto fornito nel pacchetto e versato nello stampo, di sfornarne in un paio d’ore una replica personalizzabile aggiungendo glitter, pigmenti ad hoc, striscioline di carta con scritte e altri piccoli oggetti.

 fonte affarinitaliani

Prostituzione ai tempi di internet

n una vasta indagine sulla prostituzione on-line, il serissimo The Economist (9 Agosto 2014) ha scritto che “Internet ha sconvolto molte aree”, e che “la più vecchia di queste non fa eccezione”.

Facciamo un esempio: per chi cerca sesso a pagamento a Berlino, Peppr, una nuova applicazione, rende la vita molto più facile: si digita infatti la propria posizione e così si apre un elenco delle prostitute più vicine, con le immagini, i prezzi e i particolari fisici. I risultati possono essere filtrati, e gli utenti possono prenotarsi spendendo per questo servizio 5-10 euro.

Peppr può operare legalmente, dal momento che prostituzione e pubblicità della prostituzione sono entrambe legali in Germania. Ma anche nei Paesi dove non lo sono, Internet sta trasformando il mercato del sesso. Una volta i clienti abbordavano una prostituta senza sapere cosa aspettarsi: oggi siti web e applicazioni specializzate permettono di ricevere informazioni sia ai clienti che ai lavoratori del sesso, rendendo più facile stringere accordi reciprocamente soddisfacenti.

Anche in luoghi come l’America, dove la prostituzione e la sua facilitazione sono illegali ovunque, tranne che in Nevada, il sesso a pagamento occupa molti siti Internet. Per aggirare le leggi, i server web sono collocati all’estero, i proprietari dei siti e gli utenti si nascondono dietro pseudonimi.

Le prostitute di strada stanno scomparendo: nei Paesi ricchi esse rappresentano solo una minoranza di tutti i lavoratori del sesso; secondo Ronald Weitzer, sociologo presso la George Washington University, in America esse rappresentano il 10-20% delle prostitute.

La prostituzione che si svolge al chiuso è sorprendentemente simile a quella di altri servizi che si svolgono in ufficio: Internet permette di conoscere in anticipo il servizio offerto e il suo valore monetario. (I servizi di nicchia vengono proposti ad un prezzo più elevato). Inoltre, la Rete permette di lavorare in orari flessibili e dà ai lavoratori del sesso la possibilità di fare a meno di un intermediario.

Siti web come AdultWork consentono alle prostitute di creare profili attraverso i quali i clienti possano contattarle. Esse possono caricare informazioni dettagliate su sé stesse, sui servizi forniti, sulle tariffe applicate. I clienti possono scegliere in base a età, misure, taglia, etnia, orientamento sessuale o ubicazione.

Altri siti web raccolgono le “recensioni” dei clienti sulle prostitute che hanno incontrato con i dettagli dei servizi offerti, i prezzi pagati e le descrizioni del servizio ricevuto. Su PunterNet, un sito britannico, i clienti descrivono i locali, il servizio e la prostituta, eventualmente raccomandandola agli altri lettori.Tali valutazioni online permettono alla prostituta di costruirsi un brand personale, per attirare sempre più clienti.

The Economist ha analizzato 190.000 profili di lavoratori di sesso su un sito internazionale. Ogni profilo comprende le recensioni dei clienti sulle caratteristiche fisiche del lavoratore del sesso, i servizi offerti e il prezzo della prestazione.

I dati arrivano fino al 1999 e coprono 84 città in 12 Paesi, con il maggior numero di lavoratori del sesso presenti in America e in gran parte delle grandi città dei Paesi ricchi. Dato che questo sito si occupava solo di prostitute donne, l’analisi esclude i prostituti maschi (forse un quinto della forza lavoro nel sesso a pagamento). Quasi tutte le recensioni sono scritte da uomini.

L’osservazione più evidente riguarda un calo del prezzo orario medio di una prostituta negli ultimi anni (vedi immagine). Uno dei motivi è sicuramente la recessione seguita alla crisi finanziaria del 2007-08. Gli uomini vedono il sesso a pagamento come un lusso e cercano di moderarsi nell’acquisto del servizio.

La migrazione su larga scala è un altro motivo per cui i prezzi del sesso a pagamento sono in calo. Le grandi e opulente città dei Paesi ricchi sono come delle calamite per gli immigrati di tutte le professioni, e dunque anche per i lavoratori del sesso. Nick Mai della London Metropolitan University ha studiato le sex workers straniere in Gran Bretagna, scoprendo che, come esse si integrano e si abituano al costo della vita locale, chiedono tariffe più elevate, ma dove il flusso immigratorio è continuo, i prezzi inevitabilmente scendono.

In Europa, con l’allargamento ai Paesi più poveri e l’arrivo di nuovi immigrati nelle città più ricche, i prezzi della prostituzione sono diminuiti. Venti anni fa, la maggior parte delle prostitute in Norvegia erano gente del posto e prendevano più o meno la stessa tariffa, dice ad esempio May-Len Skilbrei, sociologa presso l’Università di Oslo. Oggi, con un numero crescente di lavoratori del sesso provenienti dai paesi baltici e dell’Europa centrale, nonché nigeriani e thailandesi, è difficile mantenere una tariffa comune.

L’inesperienza è un altro motivo per cui i neofiti della prostituzione possono sottovalutare le loro prestazioni, almeno in un primo momento e abbassare i prezzi. Nel 1988, racconta una prostituta americana, i servizi standard (sesso vaginale e fellatio) costavano 200 dollari l’ora, l’equivalente di 395 dollari di oggi. Oggi per 200 dollari si debbono offrire invece servizi aggiuntivi, tra cui quelli più a rischio, come il sesso orale senza preservativo, senza poter chiedere un prezzo adeguato.

Come in altri ambiti dell’economia, riporta The Economist, i clienti che cercano servizi di nicchia devono pagare di più. Le prostitute che offrono sesso anale o le sculacciate guadagnano, rispettivamente, in media, 25 o 50  dollari in più per ora, coloro che accettano due clienti di sesso maschile in una sola volta o fanno sesso a tre con un’altra donna chiedono un prezzo più alto.

Il prezzo cala anche perché cala la domanda:  Apps come Tinder facilitano gli incontri di solo sesso e siti come Ashley MadisonIllicit Encounters, permettono incontri sessuali anche fuori della tradizionale prostituzione.

L’aspetto delle prostitute conta molto per stabilire il prezzo. I clienti che hanno recensito gli incontri sul sito analizzato mostrano di apprezzare le caratteristiche stereotipate della bellezza occidentale: le donne più apprezzate devono essere magre ma non troppo scarne, avere lunghi capelli biondi e molto seno. Le bionde naturali convincono più delle bionde ossigenate (ma essere bionde fa alzare il prezzo della prestazione), così come le protesi mammarie: non sono apprezzate come un bel seno naturale, ma possono avere un significato economico, visto che una protesi al seno aumenta il prezzo di 40 dollari, il che significa che un’operazione di chirurgia estetica al seno, che costa in genere 3700 dollari, può essere ammortizzata in circa 90 ore.

I costi di una prostituta variano anche in base alla sua etnia e nazionalità. Secondo l’Economist, in quattro grandi città americane e Londra, le donne nere guadagnano meno di quelle bianche. Christine Chin della American University di Washington, ha studiato la prostituzione in altri Paesi. A Kuala Lumpur, ha scoperto, vanno per la maggiore le donne nere così come a Singapore le più pagate sono le vietnamite. A Dubai, le donne europee guadagnano di più. Ciò che è esotico in un luogo può non esserlo in un altro e in questo conta ovviamente la qualità del flusso migratorio.

Un’ora con una escort a Tokyo è un affare rispetto a Londra o New York. Eppure, Tokyo è la città più costosa fra le tre… L’apparente anomalia può essere spiegata con il fatto che i siti in lingua inglese si rivolgono a stranieri e a questi non vengono offerti i servizi costosi ed insoliti che le prostitute giapponesi offrono alla gente del posto. Questi servizi includono bagni e massaggi altamente tecnici di Sopurando (“soapland”), un quartiere a luci rosse di Tokyo, che possono costare ¥ 60,000 ($ 600) per una sessione e includere anche il rapporto sessuale (anche se questo non è pubblicizzato).

Uno studio condotto da Scott Cunningham della Baylor University e da Todd Kendall della Compass Lexecon, una società di consulenza, dimostra che tra le prostitute che lavoravano nel corso di una data settimana, le laureate guadagnano in media il 31% in più rispetto alle non laureate. La differenza si spiega con modelli di lavoro più redditizi, piuttosto che tariffe orarie più elevate. Anche se i lavoratori del sesso laureati tendono a considerare la prostituzione come un’attività secondaria e dunque lavorano nel settore per meno tempo, quando lo fanno incontrano più clienti, più a lungo. I loro clienti tendono infatti ad essere uomini più anziani, che cercano incontri più lunghi e intimi, piuttosto che un breve incontro.

Bordelli e centri massaggi utilizzano Internet secondo le leggi locali. Le restrizioni legali americane sulla prostituzione fanno si che essi mantengano un basso profilo, sia offline che online. In Gran Bretagna, dove i bordelli sono illegali ma la prostituzione non lo è, i saloni di massaggio pubblicizzano on-line i turni ed i prezzi dei loro lavoratori,  ma non spiegano esattamente quali sono i servizi resi. Diverso è in Germania, dove il mega-bordello Paradise vanta un sito chiaro e molto informativo.

Ma è ai lavoratori del sesso indipendenti che Internet offre la differenza più grande, grazie alla possibilità di scambiarsi informazioni su appositi forum. Si legge così che il lavoro permette guadagni soddisfacenti, è flessibile, permette di seguire i figli, pagare loro costose lezioni di danza ecc. Certo, c’è lo stress di dover mantenere l’anonimato, di condurre una doppia vita, di rischiare stupri e violenze, malattie, ecc.

Internet offre nuovi servizi, come quelli di Roomservice 2000, un sito americano, dove i clienti possono iscriversi per ricevere “recensioni” da parte di prostitute già visitate e dimostrare la propria affidabilità, evitando peraltro di dover dare alla prostituta il numero della propria carta di credito o del proprio cellulare.  Entrambe le parti traggono vantaggio da questo servizio: le prostitute guadagnano in sicurezza ed i clienti in privacy.

In Gran Bretagna,Ugly Mugs gestisce una banca dati on-line che le prostitute possono utilizzare per controllare i nomi dei clienti e i loro numeri di telefono. In America la National Blacklist, un “Registro delle inadempienze”, permette loro di denunciare gli uomini che sono stati violenti o che non hanno pagato. Altre prostitute possono così controllare i potenziali clienti: nomi, numeri di telefono, indirizzi e-mail e gli alias on-line. Anche se non specificamente nata per i lavoratori del sesso, la App Healthvana rende facile a prostituta e cliente verificare i test sulla reciproca salute sessuale.

Spostare la professione online comporta la fatica di dover curare il proprio sito, di pubblicare belle foto, di curare l’ottimizzazione dei motori di ricerca, di scrivere sui social network… Tanto che molti lavoratori del sesso devono affidarsi ad un esperto informatico per assicurarsi il lavoro.

Nel frattempo alcune forme tradizionali di prostituzione stanno chiudendo i battenti. Nel primo decennio di questo secolo il numero dei sex club autorizzati nei Paesi Bassi è sceso di oltre la metà, secondo uno studio di Platform31, una rete di ricerca olandese. Le prostitute preferiscono infatti lavorare in luoghi privati anziché in un club o per un’agenzia, afferma Sietske Altink, uno degli autori.

Il cambiamento prodotto da Internet renderà l’industria del sesso più difficile per tutti i governi che vogliano controllare o regolamentare la prostituzione. L’Irlanda, ad esempio, ha vietato la pubblicità della prostituzione nel 1994, raggiungendo l’unico obiettivo, secondo il sociologo Graham Ellison, della Queen University di Belfast, di far spostare i siti web su server di altri Paesi.

Nel lungo termine si prevede che il sesso a pagamento diventerà più discreto e più diffuso, visto che è ormai chiaro che non tutti i lavoratori del sesso sono vittime di sfruttamento e che per molti si tratta di una scelta assolutamente consapevole.

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Marco Rossi è Collaboratore di Psicologi Italia

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Marco Rossi è Presidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale

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