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I 12 vari tipi di sesso

I 12 tipi di sesso, dalla prima volta alle corna  Difficile classificare i tipi di rapporti, è vero. Ognuno ha la sua storia e le sue emozioni. Ma a ben vedere le situazioni sotto le coperte non vanno oltre una dozzina, compreso l’autoerotismo, il sesso di gruppo e il sadomaso. E quest’estate a voi quale tocca?

Quanti tipi di sesso esistono? Difficile darne una catalogazione, nel senso che ciascuno di noi attribuisce evidentemente valori e significati diversi ai rapporti che intrattiene nel corso della vita. È giusto così: non si può etichettare ogni aspetto della propria emotività e della propria fisicità.

È pur vero che esistono degli aspetti comuni. E certo quella tentata da Tammy Bleck sull’Huffington Post Usa è una delle più divertenti ma anche convincenti. Sembra cioè poter raccogliere con grande saggezza ogni sfumatura: dal sesso della prima volta a quello legato a una nuova relazione passando per l’epica legata al vero amore fino alle usuali e diffusissime corna e al recente boom del sesso di gruppo o sadomaso.

In fondo l’atto sessuale è sempre lo stesso: ciò che muta è il contesto, l’età dei protagonisti, la situazione psicologica ma anche, come dire, fisica. Insomma, è una grande variazione su un paradigma per forza di cose elementare. Ecco perché in fondo non è difficile fermarsi un attimo a pensare che, di quelle 12 categorie stilate da Bleck, probabilmente ne abbiamo vissute più d’una. Senza magari rendercene conto fino in fondo.

Il sesso della prima volta
Complicato, goffo, spesso poco soddisfacente, spiega Bleck. “Di solito il pensiero è più gratificante dell’atto pratico”. Non è sempre così ma certo è una storia piuttosto comune, quella di un ricordo non esattamente esaltante.

Il sesso occasionale
Fa bene o fa male? Chissà, gli studiosi si dividono. Comunque sia, per la commentatrice dell’Huffington Post non c’è da aspettarsi grande soddisfazione dalla famosa avventura di una sola notte. Insomma, la leggenda la avrebbe incensata troppo. Anche in questo caso, però, non è affatto detto…

Il sesso dei novizi
Novizi nel senso di nuova coppia. È il rapporto di chi deve conoscersi, capire bisogni e preferenze dell’altro e come procurare o procurarsi piacere. “È la fase in cui le donne continuano a indossare l’intimo e si depilano spesso mentre i maschi si spruzzano di costosissima colonia” racconta Bleck.

Il sesso del vero amore
Spesso, racconta Bleck, si confonde col precedente. Ma non ha molto a che vedere col sesso dei partner novizi. Si tratta del tipo di rapporto più complesso da trovare e che garantisce la massima emozione. Anche e soprattutto oltre le coperte.

Il sesso pigro
Qual è? Facile. Arriva un po’ dopo quello epico, di solito, “e dovrebbe essere identificato e sconfitto prima possibile”. In effetti, rischia di far scoppiare la coppia: basti pensare che nel 52% dei casi la donna cerca nuove esperienze proprio a causa sua. Meglio niente e un po’ di sano confronto, forse.

Il sesso delle corna
Come in molti hanno sperimentato, può essere bollente e molto coinvolgente. Oltre che responsabile della fine di molte storie. Ecco perché è forse il più pericoloso. Ma anche, a tratti, clamorosamente coinvolgente.

Il sesso per fare pace
Quando la finiamo? Ecco, è quel tipo di sesso lì, che arriva dopo una clamorosa discussione o un’altrettanto epica litigata. “Di solito è sincero, tenero e passionale” racconta Bleck. Ed è seguito da infinite chiacchierate in cui ci si ripromette di non litigare mai più. Fino alla prossima volta, ovviamente.

Il sesso obbligato
Che non è quello noioso. Piuttosto, è il rapporto cui un partner in qualche modo si rende disponibile per dire un grazie. Perché, insomma, ci si sente in qualche modo in obbligo verso l’altro o l’altra. Non è il massimo, è vero. Ma c’è di peggio a questo mondo.

Il sesso quando i bambini non ci sono
Di solito è selvaggio, rumoroso, ovunque. Nel senso che inizia in salotto e si trascina per tutta la casa. È il tipo di sesso che si fa quando i bambini sono al mare dai nonni e la coppia riscopre un’intimità sempre più rara. Benedetto.

Il punto G non esiste

Sessualità, il punto G non esiste

Uno studio italiano distrugge il mito. Niente fulcro del piacere femminile. Ma una mappa intima più vasta. Ribattezzata Cuv.

Fermi tutti. Il punto G non esiste.
La conferma di ciò che era stato ipotizzato in diverse ricerche è arrivata dagli studiosi italiani dell'università dell'Aquila e di Tor Vergata in una corposa rassegna svolta con colleghi francesi e messicani pubblicata su Nature Urology.
UN'AREA PIÙ ESTESA. Non solo hanno smentito definitivamente l'esistenza di un particolare punto del corpo femminile fulcro del piacere sessuale, ma hanno individuato un'area molto più estesa e complessa che permette il verificarsi dell'orgasmo.
STRUTTURE DINAMICHE. I ricercatori hanno disegnato quindi una sorta di mappa intima battezzata Cuv (complesso clitoro-uretro-vaginale), che include tessuti, muscoli, ghiandole e utero.
Spiegando che le aree intime femminili non sono affatto tessuti passivi, ma strutture altamente dinamiche e sensibili. Tanto che gli autori dello studio hanno stigmatizzato ginecologi e chirurghi che tagliano e cuciono senza rispetto, maltrattando questa area anatomica così sensibile.
«LA VAGINA VA RISPETTATA». «La vagina è un tessuto attivo e sessualmente importante che va rispettato», ha precisato Emmanuele A. Jannini, professore di endocrinologia e sessuologia all'università de L'Aquila a capo dello studio. Fonte 

 lettera43

Il ruolo paterno nella educazione

Gli adolescenti sono meno propensi al sesso precoce se in famiglia si parla di sessualità.

In particolare, a fare la differenza sembra siano i padri, secondo l’autore di una ricerca pubblicata sulla rivista Pediatrics, Vincent Guilamo-Ramos, professore e co-direttore del Center for Latino Adolescent and Family Health della New York University.

Mentre le scuole e gli operatori sanitari spesso si concentrano sui ragazzi, nel tentativo di cambiare il loro modo di agire, i ricercatori notano che “studio dopo studio, i giovani affermano che, quando si tratta di queste decisioni importanti, ciò che è veramente rilevante è ciò che i loro genitori pensano su questi temi”.

I ricercatori hanno esaminato 13 studi su comunicazione sessuale da parte dei padri e comportamento sessuale dei figli. Gli studi suggeriscono che la comunicazione tra padri e figli è particolarmente influente. Non è stato possibile, per i ricercatori, esprimere questo effetto in termini statistici, date le caratteristiche delle ricerche esaminate, sebbene sia apparsa abbastanza chiaramente l’importanza del ruolo paterno nella gestione della sessualità precoce.

“E’ fondamentale che i genitori comunichino i loro valori e forniscano orientamenti ai loro figli su come tenersi al sicuro dal sesso non protetto”.

I genitori dovrebbero essere protettivi verso i figli che si avvicinano alla sessualità, senza però correre il rischio di diventare iper-protettivi, il che sarebbe invece un male. Si è visto infatti che l’accesso al sesso precoce riguarda in particolare ragazzi che hanno genitori o molto severi o molto indulgenti.

Nel complesso, i ricercatori desiderano inviare un messaggio: “I padri sono importanti: hanno un ruolo nell’educazione dei figli e devono saperlo”. fonte sesso e l’amore

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Marco Rossi è Collaboratore di Psicologi Italia

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Marco Rossi è Presidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale

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Il Dott. Marco Rossi ha una lunga esperienza nella organizzazione di eventi e nella partecipazione in qualità di relatore e/o moderatore a conferenze. Le tematiche trattate sono inerenti al singolo, alla coppia, a problematiche sociali e temi culturali riguardanti la sfera dei sentimenti e della sessualità senza mai tralasciare la componente psicologica.

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